Terremoto, a Teramo riapre anche la scuola di Piano della Lenta. Il Wwf contro il polo scolastico
TERAMO, 8 febbraio – Dopo una lunga vacanza forzata torneranno all’asilo, domani, anche i bimbi che frequentano il nido “Pinocchio”, che saranno però trasferiti momentaneamente nella struttura di via Diaz. E’ quanto disposto dal sindaco Maurizio Brucchi con un’apposita ordinanza in cui si stabilisce, a partire da venerdì, anche la riapertura della scuola primaria e dell’infanzia di Piano Della Lenta.
Resteranno ancora chiusi, invece, sia la scuola dell’infanzia che il nido “Accademia di Pollicino” di Colleatterrato basso, dove sono ancora in corso i lavori di messa in sicurezza post sisma.
Intanto, mentre gli studenti tornano finalmente a scuola, a Teramo si discute di poli scolastici. Un’idea, quella del polo, che non piace al Wwf che contesta sia l’idea di realizzarne uno nell’area Acquaviva, dove dovrebbero essere ospitati circa 900 alunni, sia l’idea stessa di concentrare tutte le scuole in un unico luogo.
“Il sito prescelto (ndr quello dell’Acquaviva) è prossimo all’ambito fluviale, situato in un’area spesso soggetta ad allagamenti – scrive il Wwf – Quanto sta accadendo in queste settimane e quanto è accaduto negli anni passati dovrebbe spingere alla massima cautela e a rispettare gli ambiti fluviali che vanno preservati e lasciati assolutamente liberi. Non è un caso che il Piano Territoriale della Provincia di Teramo individua il sito come “di interesse bio-ecologico/aree ripariali e zone umide”, nonché da riservare prioritariamente allo sviluppo del sistema del verde urbano”.
Ma in generale è proprio l’idea di un polo scolastico che non sembra essere gradita all’associazione.
“La creazione di un polo che raggruppi tutte, o quasi, le scuole primarie del territorio, priverebbe i quartieri di un presidio territoriale importante quale quello scolastico – scrive infatti l’associazione – imponendo, di fatto, gli spostamenti con il mezzo meccanico (auto privata o pulmino), in controtendenza con tutte le direttive, pedagogiche e normative, che tendono a valorizzare e incentivare gli spostamenti degli studenti a piedi o in bicicletta anche in abbinamento con il mezzo pubblico”.
Sotto accusa anche quello che l’associazione considera un eccessivo consumo di suolo.