Asl Chieti, i rilevatori da monossido di carbonio hanno salvato 17 persone

CHIETI, 14 febbraio – Spesso i sintomi si confondono con l’influenza e un sospetto in più può arrivare dal fatto che siano riscontrati in più persone provenienti dallo stesso ambiente. E’ insidiosa l’intossicazione da monossido di carbonio, per questo la Asl Lanciano-Vasto-Chieti ha dotato i mezzi di soccorso di rilevatori che ad oggi, nell’arco di tre mesi, diciassette persone.
Oltre a salvare la vita dei pazienti, i rilevatori – portatili e di facile utilizzo, con sistemi di allarme visivi e acustici – preservano la salute degli stessi operatori del 118, quando intervengono in locali saturi di sostanze nocive.
Delle 17 persone prese in carico, 11 sono state trasportate nei centri iperbarici fuori Abruzzo e curate con successo.
“Il monossido di carbonio – spiega il direttore del 118 della provincia di Chieti, Dante Ranalletta – è un gas inodore e incolore, che deriva dalla combustione incompleta degli idrocarburi. Soprattutto nel periodo invernale, l’intossicazione rappresenta una delle cause più frequenti di morte per intossicazione inalatoria. Si verifica tipicamente per malfunzionamento dei sistemi di riscaldamento domestico (incendi, caminetti a legna o a carbone e caldaie a cherosene) o per ventilazione non adeguata delle automobili. Da parte del 118 – sottolinea Ranalletta – è fondamentale il riconoscimento precoce di tale intossicazione per poi allontanare il paziente dalla fonte di intossicazione, sostenere le funzioni vitali, somministrare ossigeno al 100% e, qualora necessario, avviare il prima possibile la terapia iperbarica presso i centri di riferimento.”
I segni e sintomi, spesso confusi con influenza, vanno da crampi addominali, vertigini, crisi epilettiche, aritmie, ipotensione arteriosa fino al coma e tendono a correlarsi con la concentrazione della carbossiemoglobina nel sangue.