Annegarono nel fiume Orta: chiusa l’inchiesta, due accusati di omicidio colposo

PESCARA, 20 aprile – Silvia D’Ercole e Giuseppe Pirocchi morirono annegati il 1 maggio scorso durante una gita lungo il fiume Orta, a Caramanicio. Ora la Procura della Repubblica di Pescara ha chiuso le indagini ipotizzando l’accusa di omicidio colposo a carico del sindaco di Caramanico Simone Angelucci e del direttore del Parco nazionale della Majella Oremo di Nino.
La coppia era in gita con i figli di 8 e 5 anni altri familiari: marito e miglie si erano allontanati dal gruppo e avevano iniziato a percorrere il camminamento roccioso. Le pietre, però, erano ricoperte di melma la donna è scivolata ed è precipitata nel fiume, dopo di lei anche il marito, che stava provando a salvarla.
Nessuna fatalità, dissero dubito i familiari che, attraverso un legale, presentarono una denuncia: nello stesso posto in passato eran morte altre persne e nessuno, nel frattempo, si era attivato per segnare il pericolo.
Dellostesso parere i Carabinieri forestali e la Procura: secondo l’accusa infatti i due indagati avrebbero omesso di adottare le misure idonee a garantire la fruizione in condizione di sicurezza dei sentieri e della zona ubicata all’interno del Parco, secondo le indicazioni contenute nel Piano Fruizione del Parco della Majella che prescriveva, la sistemazione dei tratti di sentieri segnalati nel Piano di Fruizione, lo svolgimento di manutenzione straordinaria generale per migliorare le condizioni di sicurezza, la progettazione di specifica segnaletica per l’intera rete del Parco.
Non sarebbe stata operata un’analisi dei rischi per l’incolumita’ pubblica nella fruizione del luogo denominato Rapide di Santa Lucia” né “evidenziata, a mezzo di apposita segnaletica, la pericolosita della zona”. Gli indagati avrebbero poi omesso di “delimitare la zona che conduce dal sentiero denominato A2 alle Rapide Santa Lucia a mezzo di apposito sbarramenti o recinzioni, volti ad inibire l’accesso all’area immediatamente a ridosso delle rapide”.