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Stop del Tar ai fanghi del dragaggio di Ortona nelle acque della Torre del Cerrano

Stop del Tar ai fanghi del dragaggio di Ortona nelle acque della Torre del Cerrano

PINETO, 1 giugno – Il Tar dell’Aquila ha annullato l’autorizzazione rilasciata dalla Regione Abruzzo al Comune di Ortona per lo scarico in mare, nel sito ABR01, nelle acque antistanti la Torre di Cerrano e a 5 cinque miglia dalle coste di Montesilvano, del materiale di escavazione, ovvero fanghi, del porto di Ortona. Accolto pienamente, dunque, il ricorso proposto dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano insieme ai Comuni di Pineto, Silvi, Città Sant’Angelo e Montesilvano.

Già la Presidenza del Consiglio si era espressa lo scorso febbraio, accogliendo l’opposizione, avanzata dall’Area marina protetta (Amp) il 14 febbraio 2018, volta ad annullare la decisione della Conferenza di Servizi che aveva portato la Regione ad autorizzare lo scarico. “La necessità di ricorrere alle vie legali – si legge in una nota – è stata inevitabile dopo che l’Amp si era vista negare dalla Regione la richiesta di sottoporre l’intervento a Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA)”.

E’ stato questo, spiega ancora l’Amp nella nota, “il motivo centrale della decisione del Tar, che ha confermato quanto la giurisprudenza europea aveva riconosciuto, cioè la necessità di valutare quali conseguenze ambientali derivino da attività di questo tipo per un sito che fa parte della rete europea Natura 2000, quale l’Amp Torre del Cerrano (ZSC IT7120415)”.

“La decisione del Tar dimostra che i motivi per i quali l’Area Marina ha condotto questa battaglia erano più che fondati – dichiara il presidente del parco marino, Leone Cantarini – ci auguriamo che non sia una vittoria di Pirro, ma che aiuti la Regione a una presa di coscienza circa l’utilizzo dei materiali di escavo dei porti abruzzesi (Pescara, Ortona, Giulianova, Vasto). Questo tipo di materiale non può essere versato in mare in maniera indiscriminata, la norma prevede questa soluzione come opzione ultima e insostituibile”.

Esultano gli ambientalisti, con la Stazione ornitologica abruzzese onlus che commenta:

“Esprimiamo grande soddisfazione per la notizia. La SOA aveva inviato dettagliate osservazioni al progetto al Comitato VIA della Regione e partecipato a diversi incontri pubblici volti ad ostacolare un intervento che trattava il mare alla stregua di una discarica, quando l’Adriatico è già sottoposto a fortissime pressioni. Nelle osservazioni l’associazione, così come le altre associazioni e la stessa AMP del Cerrano, aveva evidenziato il possibile impatto sul Sito di Interesse Comunitario ma incredibilmente il Comitato VIA si era dimostrato del tutto refrattario. Proprio uno dei punti su cui il TAR ha dato ragione ai ricorrenti. Bene hanno fatto quindi l’Area Marina protetta e i comuni di Città S.Angelo, Silvi, Pineto, e Montesilvano (Pescara incredibilmente fece orecchie da mercante nonostante gli appelli che gli erano stati rivolti visto che lo sversamento sarebbe avvenuto anche di fronte alla sua costa) ad impugnare il provvedimento ottenendo così una sentenza che sarà molto utile anche in futuro. L’Adriatico è fortemente sofferente e non solo dobbiamo attentamente salvaguardare le poche aree protette che vi sono ma dobbiamo in generale diminuire l’impatto antropico. Questo progetto andava esattamente nella direzione opposta”.

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