Gara e concorso truccati all’Arta, ascoltata la testimone chiave

PESCARA, 22 novembre – La testimonianza di Monica Ruscitti, la funzionaria dell’Arta definita come “irreprensibile” dagli investigatori, ha caratterizzato l’udienza di questa mattina, nell’ambito del processo su un presunto concorso truccato all’Arta e sulla gara di affidamento del servizio di patrocinio legale dell’ente. E’ stata lei, con le sue rivelazioni, a fare emergere il presunto sistema di malaffare, alla base dell’inchiesta scattata nel 2012. Nel procedimento sono imputati Antonio Fernandez, ex direttore dell’Arta; Pierluigi Tenaglia, presidente uscente dell’ordine degli avvocati di Chieti; Angela Del Vecchio, ex direttore del distretto provinciale Arta di Pescara; Nicola Colonna, membro della commissione di concorso; Pietro Domenico Pellegrini, candidato precario, che secondo l’accusa sarebbe stato il “beneficiario consapevole del concorso truccato”; Ernesto D’ Onofrio, ex dipendente dell’Arta.
Questa mattina, davanti al tribunale collegiale di Pescara, sono sfilati diversi testimoni citati dal pm Gennaro Varone: due componenti della commissione d’esame per il concorso da perito elettrotecnico all’Arta, bandito nel 2010, che a giudizio dell’accusa sarebbe stato “truccato in ogni fase”. Un impiego che prevedeva una stipendio da circa 1.200 euro mensili. Subito dopo è stata chiamata a deporre la Ruscitti, che ha riferito sulle presunte irregolarità relative alla composizione della commissione d’esame per il concorso. Secondo quanto riferito da Ruscitti, Fernandez avrebbe fatto pressioni per fare inserire nella commissione un nominativo, quello di Colonna, che non compariva negli elenchi dai quali normalmente venivano attinti i nominativi per le commissioni: lo scopo – a giudizio dell’accusa – era quello di pilotare l’assunzione. L’ipotesi accusatoria, infatti, è che Fernandez e Del Vecchio avrebbero costituito una commissione compiacente grazie alla quale sarebbero state rivelate le soluzioni delle tracce ad un candidato.
Infine sono stati ascoltati due avvocati romani, in merito alla gara per l’affidamento del servizio di patrocinio legale dell’ente: uno dei due arrivò terzo nella gara che si aggiudicò Tenaglia. Questa seconda vicenda risale al 2011 e secondo l’accusa Fernandez avrebbe “favorito l’offerta presentata da Tenaglia, ottenendo in cambio l’assunzione della cognata nello studio del legale”.
Fernandez, Del Vecchio, Pellegrini e Colonna sono accusati, in concorso tra loro, di rivelazione di segreti di ufficio e falso. L’ex direttore dell’Arta deve anche rispondere di tentata concussione, abuso in concorso, corruzione e turbativa d’asta, mentre l’avvocato Tenaglia è accusato di corruzione e turbativa d’asta. D’Onofrio è accusato di favoreggiamento.