Coronavirus, a Castiglione padre e figlio morti in due giorni: 13 le vittime. Al via i tamponi a tappeto

CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO, 30 marzo – Ancora un morto a Castiglione Messer Raimondo, paesino del Teramano considerato la ‘Vo’ d’Abruzzo’, dove si contano 56 casi di Coronavirus su poco più di duemila abitanti. E’ la quinta vittima in due giorni e la tredicesima dall’inizio dell’emergenza. Si tratta di un anziano che era ricoverato all’ospedale di Atri (Teramo), padre di un 51enne morto ieri. Nel paesino martoriato dall’emergenza partono i tamponi a tappeto: riguarderanno, inizialmente, le persone con sintomi e tutti coloro che per lavoro sono esposti a rischio contagio.
“A seguito di una importante interlocuzione con il direttore del dipartimento Prevenzione della Asl di Teramo, Ercole D’Annunzio, nella giornata di mercoledì primo aprile, sui nostri territori comunali vi saranno due ambulanze che effettueranno tamponi per il virus Covid-19”, annuncia il sindaco, Vincenzo D’Ercole, dalla sua abitazione, dove è in isolamento perché risultato positivo.
“Tali controlli, in questa prima fase – aggiunge – riguarderanno le persone che, individuate dai medici di base, hanno dei sintomi da coronavirus e sono a casa. Con una postazione fissa si estenderanno inoltre alle persone che per lavoro sono quotidianamente esposte al rischio contagio. Ad esempio: farmacisti, volontari, operatori di qualsiasi genere che per via della loro attività lavorativa sono a contatto con le persone”.
“Un piccolo passo in avanti che ci consentirà, nei prossimi giorni, di avere un quadro più delineato dei contagiati, già infinitamente troppi per la nostra realtà. Per i comuni di Castiglione, Castilenti, Montefino nella giornata di mercoledì 1 aprile. Seguiranno informazioni organizzative e seguirà il resto della vallata”, conclude D’Ercole.