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Diba Metalli, sit in dei sindacati a Teramo davanti alla Prefettura

Diba Metalli, sit in dei sindacati a Teramo davanti alla Prefettura

TERAMO, 28 settembre – Questa mattina Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno messo in atto un sit in  davanti alla Prefettura per accendere nuovamente i riflettori sulla drammatica situazione dei 34 lavoratori della Diba Metalli, che da tre mesi sono senza stipendio e senza ammortizzatori sociali.

L’azienda di Giulianova a giugno è finita in una vicenda giudiziaria che ha portato al sequestro dello stabilimento da parte del tribunale di Chieti e al successivo dissequestro. A oggi la Diba è ancora ferma e non ci sono certezze sul futuro.

“I lavoratori non percepiscono un euro da tre mesi – spiega Natascia Innamorati, della Fiom Cgil – cioè da quando all’esito del sequestro, come organizzazioni sindacali, scrivemmo immediatamente al tribunale per consentire loro di prendere almeno la mensilità di giugno. Adesso la situazione è diventata insostenibile e c’è il rischio di un problema sociale molto più ampio. Questi lavoratori, infatti, rischiano di perdere la casa, di perdere l’auto. Oltre a non percepire le retribuzioni, infatti, non percepiscono nemmeno l’ammortizzatore sociale, che non è stato possibile attivare per un limbo formale dovuto alla procedura”.

Una situazione che Cgil, Cisl e Uill questa mattina hanno rappresentato alla Prefettura in un incontro con il capo di gabinetto Francesco Baiocco, in rappresentanza del prefetto.

“Alla Prefettura abbiamo rappresentato la drammatica situazione che vivono questi 34 lavoratori – ha sottolineato Marco Boccanera della Fim Cisl –   nonostante i numerosi solleciti fatti sia al commissario che al giudice delegato  non abbiamo ricevuto nessuna chiamata e nel frattempo i lavoratori sono senza stipendio e vivono una totale incertezza sul futuro”.

Nel corso dell’incontro da parte della Prefettura, come evidenziano i sindacati, “c’è stata la massima disponibilità alla convocazione di un tavolo con tutte le parti interessate per cercare una soluzione alla vicenda”.

Per Cgil, Cisl e Uil l’obiettivo è quello di garantire una copertura economica ai lavoratori e trovare la strada per far ripartire l’azienda.

“I lavoratori stanno pagando un prezzo altissimo – ha commentato Gianluca Di Girolamo della Uilm Uil –  senza avere alcuna responsabilità”

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