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Addio Enzo “La Vipera”, un altro pezzo di storia pescarese se ne va

Addio Enzo “La Vipera”, un altro pezzo di storia pescarese se ne va

PESCARA, 9 marzo 2017 – E’ un altro pezzo di storia pescarese che se ne va. Enzo Mazzella, che tutti in città conoscevano come Enzo La Vipera, è morto all’età di 86 anni.

La Vipera è uno di quei personaggi che ha attraversato intere generazioni, senza mai mutare di una virgola il suo modo di essere: ribelle, ironico, irriverente, allegro e a tratti strafottente, ha animato per decenni le strade del centro di Pescara con il suo fare istrionico e con le sue “battutacce”.

Strampalato ed eccentrico nel look, il suo marchio di fabbrica era quel “Freeeeechet” dilatato, strillato e pronunciato con la sua voce inconfondibile, che riassumeva in quel suono gutturale l’essenza del pescarese. Stupore e apprezzamento, assenso e dissenso, entusiasmo e sbigottimento: tutto per Enzo La Vipera poteva essere espresso attraverso quel “Freeeeechet”. Bastava modulare, a seconda del contesto, il suono della voce.

Per la parte più borghese della città, Enzo La Vipera è sempre stato soltanto “un tipo strano”. Qualcuno si prendeva gioco della sua omosessualità, che ostentava con estrema naturalezza, fin dai tempi in cui essere gay era un ottuso tabù. Soptrattutto in provincia. Con il tempo, però, Enzo La Vipera è diventato un monumento cittadino, al quale tutti si erano abituati e al quale tutti, in fondo, avevano imparato a voler bene.

Passeggiava spesso per il corso e negli ultimi anni aveva fatto del bar Excelsior la sua base, il suo ufficio, il suo laboratorio, la sua finestra sul mondo e il suo palcoscenico.  Se ne è andato in punta di piedi, in un giorno di marzo, un mese prima del suo  ottantasettesimo compleanno. Da alcuni giorni era ricoverato in ospedale.

Nato a Brescia, la città della madre, si trasferì a Pescara ai tempi in cui frequentava la quinta elementare. Suo padre era di Penne e scelse di tornare a stabilirsi in Abruzzo con la famiglia.

In una Pescara che va ormai perdendo la propria identità, lo sguardo stralunato e la voce roca di Enzo La Vipera resteranno impressi ancora a lungo nella memoria cittadina.

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