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Alessandrini: “Basta fango su PescaraPorto, delibera in Consiglio solo dopo la decisione del Tar”

Alessandrini: “Basta fango su PescaraPorto, delibera in Consiglio solo dopo la decisione del Tar”

PESCARA, 17 gennaio – “Per rispetto del Tar porterò la delibera in Consiglio comunale soltanto il giorno dopo la decisione dei giudici”. Il sindaco Marco Alessandrini scopre le carte sulla vicenda PescaraPorto, la società che ha chiesto di modificare la destinazione d’uso, da uffici a residenze, di due dei tre edifici alti 21 metri, da costruire nei pressi dell’area ex Edison, di fianco all’ex Cofa.

Nei giorni scorsi il centrodestra aveva lanciato dure accuse all’indirizzo dell’amministrazione comunale, adombrando sospetti sul comportamento della giunta: per ben due volte, infatti, in commissione Urbanistica è iniziato l’esame di una nuova delibera, che sarebbe dovuta approdare in Consiglio comunale per avere un parere vincolante sulla richiesta della società PescaraPorto. In entrambi i casi, però, la delibera in questione non è arrivata all’esame del Consiglio. A questo punto, il 27 gennaio prossimo, sarà il Tar a pronunciarsi sul ricorso di PescaraPorto, che punta a far annullare l’atto con cui il dirigente comunale ha negato il nuovo permesso edilizio e ha rimandato ogni decisione al Consiglio (in quanto per le abitazioni è necessaria una variante al Piano regolatore).

Alessandrini ha dunque ufficialmente annunciato la linea della sua amministrazione, che sul caso PescaraPorto ha deciso di rimettersi al parere del Tar. Forza Italia aveva rimarcato le timidezze e gli imbarazzi del sindaco su questa vicenda, che chiama in causa personaggi in vista e interessi considerevoli. Accuse che il primo cittadino di Pescara ha respinto sdegnato:

“Non ci sto a finire nel tritacarne sul caso PescaraPorto, adesso basta con le accuse contro di me – ha detto durante la seduta di ieri del Consiglio comunale -. Mi dà fastidio essere infangato e accostato a sospetti e ad intrighi. Qualcuno addirittura sostiene che io prenda ordini dai poteri forti”.

Assolutamente legittima l’autodifesa di Alessandrini, tanto quanto l’elevato grado di attenzione riservato ad una vicenda sulla quale si gioca il futuro del lungomare Sud della città di Pescara, l’unico tratto ancora edificabile praticamente in riva al mare. La partita in ballo non è di poco conto e ha a che fare con interessi milionari. Basti pensare che a riaprire i giochi è stato un emendamento alla legge di stabilità approvato il 23 dicembre del 2014, che ha rimesso in moto il maxi progetto della società PescaraPorto: inizialmente era prevista la costruzione di un albergo, poi la realizzazione di uffici e adesso si punta ad edificare abitazioni residenziali.

La PescaraPorto risulta intestata a due società minori: Viana, di cui sono azionisti i costruttori Andrea e Luca Mammarella e Uropa, di cui sono soci Ugo, Roberto e Paola Milia, figli di Giuliano Milia, storico legale di fiducia del presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso.

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