Allargamento della giunta a Teramo, il Pd: “Ultima umiliazione nei confronti della città”
TERAMO, 29 marzo – Dopo l’annuncio, da parte del sindaco Maurizio Brucchi, dell’allargamento della giunta con l’ingresso nell’esecutivo, come ampiamente previsto, di Dodo Di Sabatino, Katia Provvisiero e Silvio Antonini le critiche dell’opposizione non si sono fatte attendere. Durissimo il gruppo consigliare del Pd, che per bocca del suo capogruppo Gianguido D’Alberto parla di ennesima “occupazione di potere e poltrone” da parte del centrodestra teramano sulla pelle dei cittadini.
“La comunicazione ‘preconfezionata’ del riallargamento della Giunta comunale al numero massimo di 10 componenti (compreso il sindaco) suona come l’ultima umiliazione nei confronti di una comunità di cittadini che oggi vive, in tutti i suoi aspetti, la più grave emergenza della sua storia recente – scrive D’Alberto – Nell’annunciare esclusivamente il numero e i nuovi componenti dell’esecutivo prima di ridefinire le deleghe, infatti, il sindaco, spalle al muro, ha gettato la maschera dimostrando in modo inequivocabile che la sua unica e vera priorità è quella di prolungare la sua sopravvivenza e di risolvere le proprie beghe politiche, attuando le decisioni sulla spartizioni di potere assunte a tavolino dai capi dei suoi gruppi di maggioranza”.
Nel duro attacco al sindaco Brucchi D’Alberto punta il dito anche contro gli assessori già in carica, accusai di accettare con complice silenzio “il ruolo di pedine da spostare“, avallando scelte passate sopra le loro teste a partire dall’assessorato ad “un consigliere comunale che dopo averli squalificati per mesi (ndr Dodo Di Sabatino) si è poi di fatto autoattribuito deleghe e funzioni“.
Il Pd contesta duramente anche i tentativi di giustificare l’operazione dell’allargamento della giunta e dell’assessorato a Di Sabatino con il risultato delle elezioni del 2014, rispetto al quale il quadro politico è “profondamente cambiato“, accusando Brucchi di aver perso ogni credibilità.
“Quale credibilità può avere un sindaco che dopo aver invocato lo spettro del dissesto finanziario aumenta del 30 per cento la giunta e i suoi costi – tuona ancora D’Alberto – gravando, in modo inaccettabile, di ulteriori 200.000 mila euro il già disastroso bilancio comunale.Quale credibilità potrà spendere chi in maggioranza avallerà un’operazione che grida vendetta in una situazione in cui il bilancio 2016 si è chiuso con un negativo di anticipazione di cassa di oltre 11 milioni di euro?”.