Assalti ai bancomat, arresti a Tortoreto e in Puglia. Sgominata la “banda della marmotta”

TERAMO, 7 maggio – Dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 9 già eseguite, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a furti in danno di bancomat, detenzione e porto in luogo pubblico di materiale esplodente, furto aggravato ai danni di bancomat e di targhe di autovetture, danneggiamento degli stabili dove sono state compiute le azioni delittuose e attentato alla sicurezza dei trasporti. E’ il bilancio dell’ultima operazione dei Carabinieri del reparto provinciale di Teramo, arrivata al termine di una lunga attività di indagine coordinata dal pm Davide Rosati e che ha permesso di sgominare una banda dedita ad assaltare sportelli bancomat tra Abruzzo, Marche, Toscana e Puglia.
A finire in manette Massimo Furio, 38 anni, di Orta Nova, Luigi e Gabriele De Simone, rispettivamente padre e figlio, di 58 e 32 anni, il primo residente ad Orta Nova e il secondo a Cerignola, Giuseppe Pugliese, 40 anni, di Cerignola, Eugenio Cinquepalme, 40 anni, di Cerignola, Vicenzo Capone, 36 anni di Stornara, Pietro e Michele Intenza, di 42 e 21 anni, anche questi ultimi padre e figlio, originari del foggiano ma residenti a Tortoreto e Vincenzo Serra, 33 anni di Barberino del Mugello. Il decimo componente della banda è invece al momento irreperibile.
Le indagini erano partite lo scorso anno, quando la provincia di Teramo aveva iniziato ad essere interessata da tuta una serie di colpi ai danni di sportelli bancomat messi a segno con l’utilizzo di materiali esplosivi, comunemente conosciuti con l’appellativo di “marmotta”. Indagini che ben presto avevano portato i militari a concentrarsi su un gruppo di foggiani e a verificare come a capo del sodalizio criminale ci fosse il titolare di un negozio di telefonia di Orta, che avrebbe organizzato e promosso gli assalti agli sportelli bancomat sia in provincia di Teramo che in altre località italiane, procurando al resto della banda anche i mezzi di trasporto, i cellulari e le schede telefoniche. Sempre quest’ultimo, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, avrebbe detenuto per conto del gruppo una ‘cassa Comune’ da cui attingere denaro da devolvere ai familiari dei sodali che venivano tratti in arresto.
Fondamentali, per la riuscita dei colpi, erano i basisti, di cui due residenti a Tortoreto (la maggior parte dei colpi sono infatti avvenuti nel teramano), che avevano il compito di svolgere i sopralluoghi, individuare le basi logistiche e operare come ‘vedette’ e ‘staffette’ durante gli assalti.
Una vera e propria associazione, dunque, dove ogni componente aveva dei compiti prestabiliti, con le indagini condotte dai Carabinieri che hanno anche permesso di sventare ben tre assalti ai danni di altrettanti istituti di credito: quello allo sportello ex Tercas di Mosciano Sant’Angelo del 23 agosto dello scorso anno, quello allo sportello della Cassa di risparmio di Firenze Santa Croce sull’Arno del 1 settembre 2017 e quello ai danni della Credem di Barletta del 18 dicembre.
Nove, in tuto, i colpi attualmente attribuiti alla banda. Oltre a quelli tentati gli vengono contestati infatti quello alla Bnl di Sant’Egidio alla Vibrata del 5 luglio 2017 (per un bottino di 30mila euro), quello all’ex Tercas di Sant’Omero del 27 luglio scorso (per un importo di 14mila euro), quello all’ex Tercas di Sant’Egidio alla Vibrata del 9 settembre scorso (per importo di 50mila euro), quello all’ex Tercas di Colonnella del 26 settembre scorso (per un importo di 16mila euro), quello alla Bnl di Pagliare del Tronto del 13 agosto 2017 (per un importo di 95mila euro, quello allo sportello Montepaschi di Siena di Galleno Castelfranco di Sotto del 1 settembre 2017 (per un importo di 22mila euro).
Nel corso delle indagini, lo scorso 15 ottobre, i carabinieri del Norm di Alba Adriatica erano riusciti ad individuare una delle auto in uso alla banda, una Volvo V70, che era stata parcheggiata in una strada periferica e all’interno della quale, nel bagaglio, avevano rinvenuto e sequestrato materiale utilizzato per gli assalti ai bancomat tra i quali un congegno esplosivo, un palo di ferro da utilizzare quale “ariete”, piedi di porco, passamontagna, guanti ed altri oggetti.
Il 12 dicembre, invece, nel vastese i Carabinieri di Vasto, su indicazione del personale del nucleo investigativo di Teramo, erano riusciti ad arrestare 3 persone dopo un mirato controllato fatto effettuare all’uscita autostradale A/14 Vasto Nord. Anche in quel caso, a bordo dell’auto, un’Audi A 3, i militari avevano rinvenuto e sequestrato un ordigno esplosivo artigianale del tipo ‘marmotta’, passamontagna, 10 kg di chiodi a tre punte, un ariete a forma di parallelepipedo e strumenti per effrazione.
Infine, il 18 dicembre, i Carabinieri dopo essere riusciti ad intercettare alcune conversazioni telefoniche da cui emergeva un possibile assalto a ad Atm da perpetrare nella provincia Barletta-Andria-Trani, erano riusciti a sventare il colpo presso l’agenzia Banca Credem di Barletta.