Bussi, le accuse di Forum H2O: “Il progetto di bonifica è una provocazione”

PESCARA, 17 ottobre – Dopo dieci anni è una provocazione: il Forum H20 non usa mezzi termini dopo aver esaminato il progetto di bonifica che la Edison ha presentato per Bussi.
Innanzitutto, sul piano formale, vengono considerati assolutamente inconsistenti gli elaborati, ma nella sostanza, secondo i Movimenti per l’acqua:
“Il progetto presentato da Edison sulla discarica Tremonti non è un progetto di bonifica e prevede interventi minimali sugli inquinanti, senza la rimozione della stragrande parte del materiale contaminato, la fonte di inquinamento. Rimozione ridicola di rifiuti, un mezzo tombamento (che sarebbe comunque inaccettabile) neanche definitivo”.
In sostanza per gli ambientalisti non si tratta di una bonifica ma solo un tentativo di messa in sicurezza di emergenza:
“Aspettavamo documenti corposi, cronoprogrammi, costi, previsioni di rimozione totale delle masse di rifiuti interrati e terreni contaminati per decine di migliaia di mc. Tempi certi. Le poche decine di pagine di elaborati depositati ci paiono di fatto costituire uno studio di fattibilità limitato in gran parte ad interventi a valle che non risolvono a monte il problema. Non è una bonifica ma al massimo una parte, peraltro basata su iniziative neanche di sicuro successo, della messa in sicurezza di emergenza”.
Secondo il Forum H20:
“Non si procede, quindi, a togliere il materiale che produce inquinamento. In tutto è prevista la rimozione di 600 mc di materiali a fronte di oltre 150.000 mc di terreni e rifiuti contaminati stimati dalle caratterizzazioni della Procura e del Commissario”.
Nel dettaglio la proposta di Edison prevede:
“Il completamento della palancolatura, che fu presentato come intervento di messa in sicurezza di emergenza da Goio. Poi un telo di plastica fissato a mo’ di barriera nella parte nord per cercare di confinare la falda. Infine alcuni interventi come l’ossidazione chimica in alcuni punti i più critici (determinati a nostro avviso in maniera incompleta) con trattamento sempre a valle delle acque. Facciamo notare che queste modalità di intervento sono in alcuni casi presentate come “campo di prova” perchè non sono soluzioni certe. Inoltre agiscono, forse, solo su alcune tipologie di inquinanti presenti nell’area e non su tutte le sostanze trovate in questo decennio”.
Ma quelli che vengono maggiormente criticati sono i rimandi a ulteriori indagini integrative, i tanti elementi di incertezza che ancora condizionano i progetti. In definitiva, non esiste una scelta.
“Avevamo già contestato il rinvio ad ulteriori indagini integrative concesso il 30 novembre scorso dal Ministero dell’Ambiente. – conclude uil Forum – Avevamo ragione a considerarlo un errore clamoroso. A nostro avviso qui si fa melina mentre la Valpescara soffre”.