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Chiusura del servizio Vaccinazione a Torre de’ Passeri, otto sindaci sul piede di guerra

Chiusura del servizio Vaccinazione a Torre de’ Passeri, otto sindaci sul piede di guerra

PESCARA, 19 settembre – Otto sindaci della vallata del Pescara scendono sul piede di guerra contro la soppressione del servizio Vaccinazione del Distretto sanitario di base di Torre de’ Passeri e chiedono, attraverso una lettera alla Asl, di sospendere la deliberazione dell’11 settembre scorso, che nell’ambito del piano di riorganizzazione della Asl prevede appunto la cancellazione del servizio.

Al fianco di Piero Di Giulio, primo cittadino di Torre de’ Passeri e primo firmatario della lettera, si schierano i sindaci di Corvara, Guido Marganella Di Persio;  di Pescosansonesco, Nunzio Di Donato; di Castiglione a Casauria, Gianluca Chiola; di Pietranico, Francesco Del Biondo; di Cugnoli, Lanfranco Chiola; di Bolognano, Silvina Sarra; e di Salle, Maurizio Fonzo:

“È  importante mantenere attivo il servizio vaccinazione innanzitutto alla luce del numero consistente di utenti che arrivano dai nostri comuni ed anche da altre parti della vallata del Pescara  – sottolineano i sindaci, nella nota inviata al manager della Asl provinciale Armando Mancini, al direttore sanitario Valterio Fortunato e all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci – ma anche in considerazione del fatto che qualità ed economicità non sono obiettivi raggiungibili con la chiusura dei punti vaccinazione. Quella di Torre de’ Passeri è una struttura perfettamente funzionante, che tra l’altro è ospitata in locali messi a disposizione della Asl gratuitamente da parte del Comune. E’ fondamentale garantire il diritto alla salute  e non far pesare sui cittadini contribuenti ulteriori disagi, interminabili file e costi di trasporto. I distretti non possono essere snaturati da meri obiettivi di contabilità o razionalizzazione, ma vanno potenziati anche servendosi della comunicazione veicolata dai pediatri di base. Qualora la deliberazione non fosse sospesa, tutti gli utenti del territorio dovrebbero fare riferimento al distretto di Scafa, che si troverebbe, in questo modo, a fronteggiare le richieste provenienti da ben 22 Comuni”.

 

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