Coronavirus Abruzzo: arrivano i test rapidi. Oggi il primo parto Covid 19

PESCARA, 25 marzo – Una serie di azioni per avere diagnosi più rapide e poter quindi allargare le categorie di persone a cui fare il test.
“Nei prossimi giorni avremo dei kit veloci che consentiranno di fare i tamponi, quelli veri, molecolari. – annuncia il presidente della Regione Marco Marsilio – Potremo fare i test più rapidamente e con un maggior quantitativo di macchinari. Inoltre, stiamo negoziando l’acquisto di un macchinario importante, è una trattativa molto delicata che spero si possa portare a termine: potrebbe consentirci, tra una settimana, dieci giorni, di disporre di una strumentazione che arriva dagli Usa capace di fare migliaia e migliaia di tamponi alla settimana, aggiuntivi rispetto alle nostre capacità attuali”.
Il presidente di Regione aggiunge che
“questo consentirebbe di affrontare con più velocità il momento della diagnosi e di poter cominciare ad allargare il cerchio delle categorie a cui fare il test”.
Nel corso della conferenza il coordinatore dell’Unità di crisi sanitaria della Regione Abruzzo, Alberto Albani, ha annunciato inoltre che ”
“da domani il laboratorio della Asl di Pescara dovrebbe partire con i tamponi rapidi. Questo – osserva – potrà dare risposte importanti per combattere questa malattia a livello territoriale. Il blocco della pandemia, infatti, avviene a livello territoriale. Oggi per la prima volta abbiamo avuto una gravidanza Covid-19 positiva andata a termine. La signora ha partorito tranquillamente all’ospedale di Pescara, nella sala parto dedicata al Covid. Sia la mamma che la bimba stanno bene. A loro vanno i nostri auguri. Questo conferma che siamo pronti ad ogni evenienza proprio perché ci siamo preparati in tempo di pace, quando ancora non c’era nulla”.
Marsilio parla anche della sperimentazione farmacologica in corso:
“Rispetto al protocollo nazionale, la sperimentazione che noi stiamo facendo, in particolare a Pescara, con il professor Parruti, è l’utilizzo preococe di questo medicinale, che sembrerebbe avere un effetto molto importante: bloccare il progresso dell’infiammazione sui polmoni. C’è anche uno studio scientifico, dell’Università dell’Aquila, dal professor Giacomelli, che avvalora questa ipotesi. Se questa sperimentazione portasse come risultato una forte riduzione del numero delle persone che vanno in crisi respiratoria – conclude Marsilio – noi avremmo risolto una parte molto importante di questa battaglia”.