De Fanis fondò un’associazione culturale per raccogliere voti e la finanziò con i soldi della Regione

PESCARA, 20 aprile 2017 – L’ex assessore regionale alla Cultura, Luigi De Fanis, avrebbe fondato un’associazione culturale insieme al suo staff, con l’idea di utilizzarla a fini elettorali in vista del voto per il rinnovo del Consiglio regionale abruzzese. Successivamente si sarebbe servito della sua posizione di assessore per assegnare a questa stessa associazione, attraverso un affidamento diretto, un finanziamento di 28mila euro, per l’organizzazione di un evento al Salone del Libro del Torino. E’ quanto emerso questa mattina, in tribunale a Pescara, nel corso dell’udienza del processo sulle presunte tangenti nel settore Cultura della Regione.
Massimiliano Zocaro, attuale coordinatore cittadino di Forza Italia a Vasto, ex collaboratore di De Fanis ed ex vice presidente dell’associazione Abruzzo Antico, è stato ascoltato questa mattina in qualità di testimone:
“Costituimmo l’associazione Abruzzo Antico nel 2012 per creare un volano di propaganda politica in vista delle elezioni regionali abruzzesi che si pensava ci sarebbero state nel novembre del 2013. Fu una decisione che prendemmo noi dello staff insieme all’assessore De Fanis. Come associazione Abruzzo Antico ricevemmo, tramite affidamento diretto dalla Regione, un contributo di 28mila euro per la partecipazione al Salone del Libro di Torino. In cassa non è rimasto neanche un euro e abbiamo utilizzato tutte le risorse per pagare gli alberghi e le prestazioni di coloro che hanno tenuto eventi gastronomici e culturali a Torino”.
I fatti si riferiscono al 2013 e nel processo, insieme a De Fanis, sono imputati il rappresentante legale dell’associazione Abruzzo Antico Ermanno Falone, il responsabile dell’Agenzia per la promozione culturale della Regione Abruzzo Rosa Giammarco e l’imprenditore Antonio Di Domenica. I primi tre erano presenti oggi in aula. Lucia Zingariello, ex segretaria dell’assessore, è uscita di scena dal processo patteggiando una condanna ad un anno e 11 mesi di reclusione.
L’inchiesta, denominata “Il Vate”, è nata dalla denuncia dell’imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti, che si era rivolto alla Forestale dopo presunte richieste di denaro da parte dell’ex assessore in cambio dell’erogazione di fondi per l’organizzazione del concorso internazionale di musiche da film “Mario Nascimbene Award” e per un evento al Salone del Libro di Torino.
I finanziamenti sono stati erogati tramite l’articolo 1 della legge regionale 43/73, successivamente abrogata, che disciplinava l’organizzazione, l’adesione e la partecipazione a convegni e altre manifestazioni culturali con la possibilità di distribuzione di fondi. Secondo diversi ex funzionari della Regione Abruzzo chiamati a testimoniare, la ex responsabile dell’Agenzia di promozione culturale della Regione a L’Aquila, Virginia Cantalini, “questa legge dava all’assessore il potere di scegliere le associazioni da finanziare con la massima discrezionalità“. Proprio Cantalini firmò le determine che autorizzavano la spesa della Regione per l’evento del Salone del Libro di Torino.
Il concetto espresso da Cantalini è stato ripetuto anche da altri ex funzionari dell’ente, come l’ex dirigente regionale Paolo Antonetti, che ha osservato: “La delibera del 2006 prevede che l’assessore ha facoltà di scegliere autonomamente le associazioni a cui affidare l’evento, se l’importo non supera i 40mila euro e se l’associazione risulta credibile”. L’ex funzionaria Gabirella Mancinelli, incalzata dal pm Anna Rita Mantini, ha affermato che “se la legge non dice nulla, l’assessore può scegliere in teoria anche associazioni proprie“.
Nel corso delle udienze precedenti alcuni testimoni, a partire da Andrea Mascitti, ovvero il musicista e imprenditore dello spettacolo che ha dato il via all’inchiesta, avevano parlato di una richiesta di “1.000 euro in contanti“, da parte dell’ex assessore De Fanis, dopo la partecipazione del suo quartetto musicale all’evento del Salone del Libro di Torino.
Sotto la lente dell’accusa, oltre alle presunte richieste di denaro da parte dell’ex assessore, anche altri episodi di presunti tangenti, come quello riguardante tre assegni, per un totale di 9mila euro, che De Fanis avrebbe ricevuto nel 2013 da un imprenditore, a quel tempo principale azionista della DI. DM Group e della Colacito Zaccardi srl, in relazione ad appalti e subappalti di lavori pubblici.
Il presidente del tribunale collegiale, Michela Di Fine, ha aggiornato l’udienza al prossimo 10 maggio, per continuare l’esame dei testimoni delle difese: complessivamente dovranno essere ascoltate ancora 33 persone.