Epidemia di gastroenteriti ad Alba Adriatica, tutti assolti gli ex vertici di Ruzzo Reti e Spt

TERAMO, 4 giugno – Tutti assolti nel processo sull’epidemia di enteriti e gastroenteriti, a causa della quale, nel 2010, numerose persone, tra cui molti bambini, che si trovavano in vacanza ad Alba Adriatica, finirono in ospedale.
A giudizio, davanti al giudice Flavio Conciatori, sono finite sei persone, tra ex vertici del Ruzzo e della controllata Spt, con accuse che andavano dal disastro ambientale all’epidemia colposa fino alle lesioni: Giacomo Di Pietro, Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio, Alfonso Cuccodrillo e Domenico De Flavis. Per quest’ultimo il giudice ha disposto il non doversi procedere per la morte dell’imputato.
Per comprendere le ragioni dell’assoluzione, bisognerà attendere il deposito delle motivazioni, ma è presumibile che a segnare la strada sia stata la super perizia rimessa dai consulenti nominati dal Tribunale.
Se l’accusa aveva infatti individuato un nesso di causalità tra i malori avvertiti da cittadini e turisti e l’inquinamento del Torrente Vibrata e, di conseguenza, del tratto di mare antistante Alba Adriatica, imputandolo al malfunzionamento dei sei depuratori della Val Vibrata, gestiti all’epoca proprio dalla Ruzzo Reti, i periti del Tribunale erano arrivati a conclusioni diverse.
Per i due professionisti, infatti, tutti gli impianti di depurazione “incriminati”, quelli di Villa Rosa-Alba Adriatica, Corropoli, Sant’Omero, Nereto e Sant’Egidio alla Vibrata, negli anni 2007-2010, “erano proporzionati e funzionali alla corretta attività di depurazione delle acque reflue”, con lo stato di alterazione delle acque del Torrente Vibrata connesso al contrario alla forte presenza di scarichi abusivi.