Fanghi da Ortona al Cerrano, insorgono Wwf e Legambiente

TERAMO, 9 febbraio – I fanghi di Ortona potranno arrivare vicino al Cerrano, praticamente ai confini dell’Amp e del sito di interesse comunitario. Per così Pietro Palozzo, membro del CdA dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, quella del Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo è una decisione sciagurata, che oggi è contestata duramente anche da Wwf e Legambiente.
Le due associazioni, in una nota congiunta:
“Ribadiscono la propria contrarietà e ritengono le prescrizioni imposte nella delibera regionale insufficienti a garantire la tutela del mare, meno che mai nei prossimi mesi, quando la gran parte degli organismi marini affronterà la delicata stagione riproduttiva e alla vigilia del periodo balneare, il più prezioso per l’economia dei territori coinvolti. I potenziali effetti negativi sono enormi, in particolare per il fatto che la quantità di sabbia che dovrebbe essere sversata è immensa e già solo i danni da soffocamento potrebbero essere rilevantissimi. A questo vanno aggiunti i risvolti negativi per il turismo, con un vulnus economico rilevante per una vasta parte del territorio costiero regionale. Non a caso si stanno in queste ore valutando azioni giudiziarie”.
WWF e Legambiente da tempo parlano di
“una scelta sbagliata, assunta senza tenere in alcun conto i possibili danni che si possono determinare in un ambiente tutelato”.
Il fatto che siano state imposte prescrizioni conferma che si dovrebbe operare in un sito delicato, secondo le associazioni:
“ma nel contempo non si può non osservare che si tratta di prescrizioni insufficienti: monitoraggio acustico e dell’aria, controllo del moto ondoso e dei venti, sversamenti solo nel periodo di fermo-pesca, riduzione per quanto possibile dell’intorpidimento delle acque, modalità di rilascio dei fanghi ecc. appaiono più come consigli di buon senso, cui chiunque operi in mare dovrebbe sottostare, piuttosto che come reali garanzie di tutela ambientale”,