D’Alfonso incompatibile, la Giunta per le elezioni se ne lava le mani. M5s: “Costituzione calpestata”

L’AQUILA, 26 aprile – La maggioranza, nella Giunta per le elezioni, va al muro contro muro con l’opposizione. Nessuna decisione, nessuna presa d’atto dell’incompatibilità del governatore Luciano D’Alfonso, tra la carica di senatore e quella di presidente della giunta regionale abruzzese, e tutto rinviato al dibattito in aula. Movimento 5 Stelle e centrodestra attaccano a testa bassa, con i pentastellati che parlano apertamente di “Costituzione calpestata”.
Così i capigruppo di maggioranza, Sandro Mariani, Lucrezio Paolini, Maurizio Di Nicola e Lorenzo Berardinetti, spiegano la decisione:
“In occasione della odierna Giunta per le elezioni, chiamata a valutare la posizione del Presidente Luciano D’Alfonso, recentemente eletto senatore, si è preso atto del contenuto della nota fatta pervenire all’attenzione della Giunta dal senatore D’Alfonso, con la quale ha rappresentato il proprio diritto/facoltà di optare per una delle due cariche elettive nei termini previsti dal regolamento del Senato. La maggioranza dei capigruppo consiliari ha deliberato di demandare all’intero Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 20 comma 4 del regolamento interno di funzionamento del Consiglio, la decisione sul procedere o meno alla contestazione dell’incompatibilità. Si è ritenuto, infatti, che debba essere il plenum dell’aula a valutare se le condizioni di incompatibilità vengano ad esistere giuridicamente a seguito della proclamazione, ovvero a seguito dell’avvenuta convalida dello stesso senatore nella carica, che avverrà ad opera della Giunta per le elezioni del Senato”.
I consiglieri regionali del M5s, al termine della seduta della Giunta per le elezioni, commentano:
“E’ una decisione clamorosa quella che la maggioranza del Governo regionale di Luciano D’Alfonso ha imposto nella Giunta per le elezioni, rifiutandosi di prendere atto dell’incompatibilità, sancita dall’articolo 122 della Costituzione e dal Regolamento del Consiglio Regionale, e dunque di deliberare la conseguente contestazione di incompatibilità a Luciano D’Alfonso. Un atteggiamento di prepotenza istituzionale paradossale e in spregio della democrazia. Un atto di equilibrismo istituzionale che vede conniventi tutti i capigruppo di maggioranza: Sandro Mariani, Maurizio Di Nicola, Lorenzo Berardinetti e Lucrezio Paolini. Astenuti il presidente del Consiglio Di Pangrazio e Mario Olivieri. Ancora una volta la maggioranza pone la carriera politica del presidente D’Alfonso davanti agli interessi della comunità abruzzese.”
Gli esponenti del M5s aggiungono:
“Ciò anche in totale spregio del parere degli uffici legislativi del Consiglio Regionale, che ben hanno chiarito la totale indipendenza del procedimento di decadenza previsto dal Regolamento del Consiglio regionale rispetto a quello sancito nel Regolamento del Senato. Siamo davanti alla scena più triste nella storia democratica d’Abruzzo: un’intera regione tenuta in ostaggio dalla carriera politica di un uomo appoggiato da una maggioranza di figure deboli, che non sono state capaci di difendere i cittadini dall’arroganza istituzionale del Presidente-Senatore Luciano D’Alfonso. Ora la discussione si sposterà nel primo Consiglio Regionale utile, dove una mera presa d’atto, quello che avrebbe dovuto essere un semplice adempimento burocratico di constatazione delle due cariche, sarà rimessa ancora una vola alla volontà della maggioranza.”
Lorenzo Sospiri, capogruppo regionale di Forza Italia, rincara la dose:
“Una litania di otto pagine in cui il presidente D’Alfonso, anteponendo vergognosamente i propri interessi personali al regolare funzionamento dell’assemblea regionale, si arrampica con le unghie agli specchi per continuare a mantenere i piedi su due staffe, quella della presidenza della Regione Abruzzo e quella del Senato. È questa la lettera del governatore, inviata alla Giunta per le elezioni e che ha ovviamente trovato nella maggioranza una facile sponda. La Giunta, col voto contrario delle opposizioni, ha deciso oggi che attualmente le due cariche di D’Alfonso non sarebbero incompatibili, ma questo non cambia di una virgola la nostra posizione: anche il governatore D’Alfonso deve rispettare la legge, la norma, e deve optare per una delle due cariche oggi ricoperte, quindi restare in Regione oppure levare le tende per accamparsi al Senato. E su questo obbligo normativo saremo irremovibili e ferrei, e porteremo la battaglia in Consiglio regionale”.
Sospiri prosegue:
“Soprassediamo sul ridicolo paragone del governatore con le figure di Mazzini e Garibaldi e andiamo nel merito della vicenda, che non è opinabile. Attualmente D’Alfonso occupa due poltrone incompatibili tra loro per legge, e il Presidente-Senatore lo sa benissimo. E lo dimostra il suo disperato tentativo, concretizzato in una lettera di otto lunghe e noiose pagine, di trovare scappatoie linguistiche, burocratiche, éscamotage per quella che vuole essere una vera e propria furbata politico-amministrativa: continuare a occupare la presidenza della Regione per paura che a Roma non si riesca a comporre il nuovo Governo e si torni alle elezioni, decretando la caduta di tutti gli eletti, lui compreso. In altre parole, temendo di restare senza poltrona, tenta di restare aggrappato alla sedia abruzzese con un occhio teso a guardare cosa accade nella capitale. Questo è inaccettabile e, considerando che il Presidente D’Alfonso non risponde a una legge diversa se non a quella italiana, valida in egual maniera per tutti, deve semplicemente dimettersi subito, o dalla carica di governatore o da quella di senatore”.