Hotel Rigopiano, inchiesta ed esposti. Forum H2o: “Valanga già nel 1936, ecco le foto” /GALLERY

PESCARA, 26 gennaio – Prosegue l’inchiesta aperta dalla Procura di Pescara, per disastro colposo e omicidio plurimo colposo, in merito al disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola. La giornata odierna, però, è stata caratterizzata soprattutto dall’esposto presentato in Procura dal Forum H2o.
LE INDAGINI PROSEGUONO
Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Cristina Tedeschini e dal pm Andrea Papalia, in queste ore stanno continuando ad ascoltare persone informate dei fatti e ad acquisire materiale documentale considerato utile. Si attendono inoltre i risultati degli esami autoptici per conoscere nel dettaglio le dinamiche dei decessi.
Le indagini seguono tre filoni principali: l’isolamento dell’hotel, con le strade bloccate dalla neve e i ritardi nell’invio dei soccorsi; la vicenda riguardante l’iter per la realizzazione e l’ampliamento della struttura, che comprende gli interrogativi relativi alla sicurezza geomorfologica della zona in cui è stato edificato l’albergo; l’allerta valanghe ignorata, nonostante fin dal giorno prima del disastro Meteomont avesse innalzato il livello di rischio a quota 4, in una scala da 0 a 5. Domani pomeriggio, alle 15, potrebbero emergere nuovi particolari sull’inchiesta nel corso dell’ormai rituale incontro con la stampa del procuratore aggiunto Tedeschini.
L’ESPOSTO DI H2o: UNA VALANGA A RIGOPIANO NEL 1936
In mattinata, intanto, il Forum H2o ha inviato tramite Pec un esposto alla Procura di Pescara: si tratta di materiale documentale che potrebbe fornire ulteriori spunti agli inquirenti. In particolare sono state allegate quattro immagini che costituirebbero le prove di valanghe avvenute in epoca recente: in uno scatto del 1945 l’area sul versante sinistro del canalone sovrastante Rigopiano presenta una grande area, in larga parte denudata e con pochi arbusti, visibilmente diversa rispetto all’altro versante in cui permane un fitto bosco. Nell’immagine del 1954 si nota nella stessa fascia una maggiore apertura nelle aree centrali, con quello che appare un conoide di recente formazione alla foce del canalone, a poca distanza dalle strutture esistenti. Negli scatti successivi, risalenti al 1975 e al 1985, questa area presenta una copertura boschiva progressivamente più fitta. Secondo il Forum H2o, potrebbe trattarsi della “naturale evoluzione della vegetazione dopo un evento gravitativo”. Una tesi compatibile, come citato nell’esposto, con quella sostenuta dal geologo Gian Gabriele Ori, dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, secondo la quale nella zona in cui è sorto l’Hotel Rigopiano si sarebbe verificata una valanga nel 1936.
- Rigopiano, 1945
- Rigopiano, 1954
- Rigopiano, 1975
- Rigopiano, 1985
NORME INOSSERVATE E VIZI PROCEDURALI
Nell’esposto, inoltre, si torna a rimarcare la mancata applicazione della Legge Regionale 47 del 1992, che prevedeva la redazione di una mappa del rischio potenziale da valanghe. La giunta regionale abruzzese nel 2014 approvò poi il Catasto delle Valanghe, con una delibera che contestualmente dava mandato al Servizio Prevenzione dei Rischi di porre in essere le necessarie attività finalizzate alla “realizzazione e successiva divulgazione della carta di localizzazione dei pericoli da valanga”. Anche in questo caso, però – come rimarca il Forum H2o – la delibera rimase inosservata.
La documentazione inviata in Procura, infine, segnala una serie di presunte incongruenze procedurali, relative alla variante urbanistica e al permesso di costruzione rilasciato dal Comune di Farindola (Pescara), in merito alla richiesta di ampliamento e costruzione di un centro benessere all’interno del perimetro dell’hotel. Il Forum H2o, in particolare, pone una serie di dubbi sulla compatibilità tra quanto emerge dalle mappe geomorfologiche della Regione Abruzzo del 1991 e del 2007, dalle quali “si evinceva in maniera inequivocabile l’esistenza di conoidi di deiezione alla foce del canalone, con accumuli di detriti di vari metri di spessore su cui è stato costruito l’Hotel Rigopiano”, le risultanze della Relazione geologica che dovrebbe avere accompagnato le autorizzazioni, sulla base di quanto prescritto dal decreto dell’11 marzo 1988, “per le aree dichiarate sismiche o soggette a vincoli particolari”.