Il lancianese Rapino conquista il Premio Campiello: “E’ stata una bella cosa guagliò”

LANCIANO, 6 settembre – Il lancianese Remo Rapino, professore di storia e filosofia, ha vinto a sorpresa il Premio Campiello 2020 con “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”. Il suo matto che “riesce a comprendere il mondo” ha stregato la giuria dei Lettori Anonimi, che gli hanno assegnato 92 voti su 264, distaccando notevolmente gli altri 4 finalisti.
“E’ stata un bella cosa guaglio’ poter incontrare tutte queste belle persone. Un’esperienza bellissima, un vero e proprio regalo che ho ricevuto. Un viaggio come nella poesia di Kavafis. Sono felice di essere felice”. Questo il commento a caldo di Rapino, che ha dedicato il successo al padre nato nel ’26 e morto nel 2010 come Liborio.
Al secondo posto Sandro Frizziero con il suo ‘Sommersione’ (Fazi, 58 voti) e al terzo Ade Zeno con ‘L’incanto del pesce luna’ (Bollati Boringjieri), 44 voti. Francesco Guccini con la sua ballata ‘Tralummescuro’ si è dovuto accontentare del quarto posto, con 39 voti e Patrizia Cavalli con il suo primo libro di prose ‘Con passi giapponesi’ del quinto con 31 voti. Nel Campiello della rinascita, che dopo il lockdown si apre celebrando la finale per la prima volta a Piazza San Marco, vince uno scrittore che indaga nelle nostre certezze e false convinzioni e si afferma un piccolo editore, minimum fax.
Bonfiglio Liborio “è ‘una figura simbolica che tende con la sua follia a rovesciare le nostre certezze, tra Don Chisciotte e Forrest Gump. Ho ascoltato i suoi passi, la sua voce, con un linguaggio che è un flusso parlato, fatto di ombre di luce, in una lingua un po’ bastarda. I romanzi si fanno con le voci, bisogna dialogare” sottolinea Rapino che ha insegnato filosofia nei licei, vive a Lanciano dove è nato nel 1951, è al suo secondo romanzo ed è autore di poesie e racconti.