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L’Aquila, numero chiuso alla magistrale di psicologia: il Tar Lazio dà ragione agli studenti

L’Aquila, numero chiuso alla magistrale di psicologia: il Tar Lazio dà ragione agli studenti

L’AQUILA, 4 ottobre – Numero chiuso al corso di laurea magistrale in psicologia: il Tar Lazio dà ragione ad un gruppo di studenti aquilani e dispone l’annullamento dei relativi atti con cui era stato introdotto, consentendo così ai ricorrenti l’iscrizione al corso.

A darne notizia l’Udu dell’Aquila, per la quale “la sentenza pronunciata dal tribunale amministrativo ristabilisce i diritti degli studenti in materia di accesso allo studio: non è possibile per le università inserire dei numeri chiusi motivando la scelta in base al rapporto docenti/studenti”.

L’Unione degli universitari sottolinea infatti come il tribunale amministrativo regionale, nella sentenza, abbia ribadito come “il sistema dell’accreditamento impone alle Università di massimizzare ogni sforzo organizzativo per adeguare le proprie strutture e dotazioni, anche di personale docente, alla domanda di formazione proveniente dalla società, in quella che viene definita ‘università di massa’, mentre non autorizza, all’opposto, le medesime ad azionare arbitrariamente la ‘leva della domanda’ ponendo dei limiti all’accesso all’istruzione universitaria in ragione dell’inadeguatezza delle proprie strutture”.

Se così non fosse, dicono ancora i giudici, “una quota della domanda complessiva del servizio pubblico universitario sarebbe destinata ad essere strutturalmente frustrata, con lesione grave e sistematica del diritto all’istruzione universitaria che compete ad ogni cittadino italiano”.

“Viene ristabilita, quindi, la gerarchia delle fonti (è la legge 264/99 a normare i numeri chiusi e non altro) e fornita la corretta interpretazione del sistema di accreditamento (non teso a intervenire sulla domanda inserendo i numeri chiusi, ma a garanzia degli studenti e della didattica loro erogata) – scrive l’Udu in una nota – 23 studenti quindi potranno essere definitivamente immatricolati e altri 35 aspettano una sentenza analoga. Per questi ultimi chiediamo all’Ateneo di applicare i principi stabiliti nella prima sentenza e di non aspettare che sia il tribunale ad ordinare l’immatricolazione”.

Ma non solo. Perché nella nota l’Udu chiede all’Ateneo di eliminare tutti i numeri programmati locali, “che ad oggi non hanno avuto altro effetto che rendere sempre meno attrattivo l’ateneo con la conseguenza di non vedere raggiunti neanche i contingenti programmati”.

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