Nereto, uccide la moglie a coltellate poi fugge. Rintracciato nella notte

NERETO, 10 ottobre – Uccisa con tre coltellate al petto. Una giovane operaia di Nereto, madre di una bambina di sei anni, è stata uccisa dal marito, molto probabilmente al termine di una lite.
Mihaela Roua, 32enne romena, lavorava in una camiceria di Corropoli: è stata proprio la titolare dell’azienda, non vedendola arrivare, a preoccuparsi per lei. Le aveva parlato a telefono nella tarda mattinata e la giovane dipendente non aveva accennato assolutamente alla possibilità di non recarsi in fabbrica.
Poco dopo quella telefonata Mihaela era morta: il suo compagno Cristian Daravoinea, autotrasportatore di 36 anni, l’aveva lasciata sul pavimento della camera da letto, dopo essersi inferto anche lui un colpo all’addome. Aveva preso la sua auto e aveva preso a girare per le strade della Val Vibrata.
Intanto i colleghi di lavoro erano andati a bussare al portone di famiglia, l’appartamento di un condominio in viale Europa, senza avere risposta. Hanno anche provato a rintracciare il marito, senza avere la possibilità di parlargli. A quel punto la titolare dell’azienda è andata dai Carabinieri ed è stato aperto l’appartamento. Mihaela era a terra, in un lago di sangue.
Sono partite le ricerche del marito, visto che sulla porta non c’erano tracce di forzatura e alcuni amici si sono preoccupati di andare a prendere la bambina, alunna di prima elementare nell’istituto comprensivo per portarla a casa loro.
In serata nel parcheggio dell’hotel Ambassador di Tortoreto è stato rintracciato Cristian Daravoinea, seduto in macchina: ferito, ma non in pericolo di vita, è stato trasportato in ospedale e sommariamente ascoltato dal pubblico ministero David Rosati.
L’uomo è accusato di omicidio volontario.