Omicidio Neri, l’addio ad Alessandro. La mamma: “Scegliete retta via e aiutatemi a trovare killer”

PESCARA, 17 marzo – Uno struggente gospel, gli amici, tanti, con le loro magliette ricordo e la bandiera venezuelana.
Centinaia di persone hanno partecipato alla messa per Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore ucciso con due colpi di pistola e trovato morto l’8 marzo scorso.
La chiesa di San Camillo De Lellis a Villa Raspa di Spoltore è troppo piccola per contenere la folla presente. Sotto l’altare non c’è il feretro, al posto della bara una grande foto del ragazzo.
Una foto anche sulle magliette indossate dagli amici con la dedica: “un secondo per ricordarti una vita per dimenticarti”. Presente anche la comunità venezuelana, con la bandiera tricolore blu, gialla e rossa.
In tanti, prima dell’inizio della messa, hanno mostrato il proprio dolore ed il proprio affetto, abbracciando la mamma, il papà e i fratelli di Alessandro.
Dolcissime e drammatiche le parole di don Cristiano Marcucci, che ha celebrato la messa:
“Esternamente possiamo chiedere di fare chiarezza alle forze dell’ordine e alle autorità competenti, come fanno i parenti. È giusto sapere la verità, ma questo sarebbe troppo poco. Non toglie il buio. È qualcosa di fuori e le cose di fuori sono sempre molto superficiali. Noi possiamo non scappare da questo vuoto, possiamo abitarlo. Quando non scappo dal baratro e dal buio – ha aggiunto – mi accorgo che quel buio e quel baratro non mi risucchiano, non mi ammazzano. Un vuoto abitato, con tutto il suo dramma, con la forza interiore che ognuno ha, comincia a diventare un pieno. Oggi Alessandro con la sua storia ci presenta un vuoto immenso. Quando non scappiamo dai vuoti, la vita rinasce e acquista in qualche modo un’altra dimensione. Questo vuoto non lo possiamo illuminare ma alla famiglia di Alessandro possiamo dire ‘siamo con voi dentro questo vuoto’”.
Il sacerdote in questi giorni è stato molto vicino alla famiglia:
“Insieme vogliamo affidare a Dio Alessandro. Lo portiamo nel cuore, con la sua magica bontà. Chi lo ha conosciuto lo sa, la bontà era la sua forza e la sua più grande debolezza, ecco perché ha pagato il prezzo più alto. La cosa più innaturale che possa accadere su questa terra – ha detto – è un genitore che perde un figlio. Quando persona cara che si perde è un figlio, per di più perso in una situazione brutta, questo vuoto credo si possa chiamare col suo nome: baratro. Mi ha colpito in questi giorni che tutta la nostra città di Pescara e non solo ci siano stati in qualche modo dentro. Dentro questo vuoto. Le persone che amiamo sono con noi sempre, oltre la dimensione dello spazio e del tempo”.
Struggenti le parole della madre, intervenuta al termine della cerimonia:
“È ufficiale, Ale è un angelo. I suoi amici hanno addosso una maglia in cui c’è scritto che ‘ci vuole un secondo per ricordarti e una vita per dimenticarti’. Non ti dimenticheremo mai. Ale non è morto invano. Vi prego, vi scongiuro, non frequentate ambienti che non dovete. Se lui è ora in cielo vi proteggerà. Andate sulla retta via. Dovete convertirvi, avete famiglia, figli”.
Poi la donna, con la voce rotta dalle lacrime, ha lanciato un appello ai presenti, soprattutto agli amici del figlio:
“Ve lo chiedo in ginocchio: aiutatemi a trovare il colpevole. Vi prego, per favore, non fate che mio figlio sia morto invano. Vi chiedo di aiutarmi a trovare chi ha fatto questo a mio figlio. Non ho sete di vendetta, nessuno della nostra famiglia ce l’ha. Vogliamo solo sapere la verità, è giusto che si sappia perché ce l’hanno tolto in un modo molto cruento. Ale riposa in pace, ma ha bisogno della verità anche lui. Non facciamo cadere il buio e le tenebre intorno ad Ale, la verità deve venire fuori. Non piangete la morte di Ale, dovete ridere, come a lui farebbe piacere; non fate che mio figlio muoia una seconda volta”.
Al termine della messa un lungo applauso ha accolto la foto di Alessandro all’esterno della chiesa, dove sono stati liberati in aria palloncini bianchi e azzurri tra la commozione generale. Successivamente i tifosi della curva Nord – Neri era un grande appassionato del Pescara Calcio – hanno acceso dei fumogeni ed intonato dei cori per Nerino, come era soprannominato il giovane.
“Sarai sempre con noi, non ti lasceremo mai. Onore a te, grande amico”, hanno cantato. Gli stessi poi hanno sistemato corone di fiori in una piazzetta vicina alla chiesa, dove è stato realizzato un murales con la scritta “Nerino nel cuore”.
Alla messa ha partecipato anche il sindaco di Spoltore, Luciano Di Lorito, per esprimere alla famiglia Neri la vicinanza della comunità locale.