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Pescara, è caos sulle mense scolastiche: non c’è accordo tra sindacati e nuovo gestore

Pescara, è caos sulle mense scolastiche: non c’è accordo tra sindacati e nuovo gestore

PESCARA, 18 settembre – E’ caos sulla gestione delle mense scolastiche a Pescara, dopo la vicenda dei bambini intossicati a causa di un batterio nel cibo e la rescissione del contratto, da parte del Comune, con l’ati che prima gestiva il servizio. Oggi incontro tra la nuova ditta, i sindacati e l’amministrazione comunale a fare da mediatore, ma l’accordo tra le parti, per quanto riguarda le ore di lavoro giornaliere, non è stato raggiunto. Il sindaco fa sapere che “tratteremo ancora per far ripartire il servizio”.

Obiettivo degli incontri era quello di far ripartire regolarmente il servizio il prossimo primo ottobre. Ai due tavoli per l’Amministrazione erano presenti il sindaco Marco Alessandrini, il vicesindaco Antonio Blasioli, il dirigente e la responsabile del Servizio Fabio Zuccarini ed Enrica Di Paolo, il capo di Gabinetto Fabrizio Paolini.

“Gli interlocutori ai tavoli, che da giovedì si sono protratti fino a tutta la giornata di oggi – spiega il sindaco – sono due: la cooperativa  Camst e il consorzio Csa, raggruppamento classificato al secondo nell’appalto del servizio mensa e i sindacati (Filcams Cgil e Uiltucs), che rappresentano buona parte dei lavoratori prima assunti dalla Cirfood e Bioristoro, Ati a cui il Comune ha revocato il servizio dopo le intossicazioni registratesi in giugno su centinaia di piccoli utenti. Al tavolo la cooperativa ci ha comunicato che l’accettazione sarebbe stata subordinata a due condizioni: la conclusione di un accordo sindacale con le maestranze e la riduzione a 390 ore di lavoro giornaliere sulle 431 precedenti, con una aliquota di redistribuzione delle ore fra il personale con più di 10 ore settimanali, al fine di poter gestire al meglio il subentro e per poter riavviare subito il servizio, che vede la produzione di circa 5.000 pasti al giorno e coinvolge di fatto circa 2.500 famiglie”.

“Proprio queste condizioni e la necessità di far riprendere la ristorazione nel più breve tempo possibile – aggiunge – hanno indotto questa Amministrazione a svolgere un ruolo di mediazione tra la cooperativa e i sindacati. Nonostante lo sforzo profuso in più tavoli, congiunti e separati, purtroppo l’accordo non è stato raggiunto, perché le rappresentanze dei lavoratori non hanno ritenuto accettabile la proposta della cooperativa”.

“A fronte di tale circostanza, e una volta ricevuto il rifiuto formale da parte della Camst, lo scenario che ci troveremo di fronte sarà quello di proporre l’interpello alla terza e ultima classificata della gara svoltasi nel 2015. Si tratta di un passaggio che richiederà ulteriore tempo e che contiene incognite, perché in caso di rifiuto l’unica strada che resta è quella di un nuovo appalto. Il nostro obiettivo è quello di garantire la continuità di un servizio così rilevante per la comunità cittadina e stiamo facendo di tutto per farlo sin dal primo momento, contemperando questa esigenza al dato occupazionale che vogliamo preservare, non con grida e strepiti, ma con gli strumenti che offre l’ordinamento giuridico”, conclude Alessandrini.

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