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Pescara, picchia e incatena la compagna che vuole lasciarlo. Arrestato mentre tenta di fuggire

Pescara, picchia e incatena la compagna che vuole lasciarlo. Arrestato mentre tenta di fuggire

PESCARA, 3 maggio – Pestava la compagna, sottoponendola a continui maltrattamenti. Ieri mattina, dopo l’ultima violenta aggressione, è intervenuta la madre della donna, anch’essa minacciata e colpita dall’uomo. Gli agenti della squadra volante di Pescara lo hanno tratto in arresto mentre cercava di fuggire.

L’aggressore non è nuovo ad episodi di violenza, tanto che già nel 2016 aveva ricevuto un ammonimento del questore di Pescara, per maltrattamenti ai danni di un’altra donna, sua ex compagna.

Negli ultimi tempi le violenze si erano invece indirizzate nei confronti della compagna attuale, costretta a subire maltrattamenti e pestaggi, soltanto per avere manifestato l’intenzione di lasciarlo.

Ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con la ragazza che, nuovamente minacciata dal compagno, ha chiesto aiuto alla madre. Madre che è subito intervenuta e che oltre ad essere minacciata è stata colpita al volto, con una prognosi di sette giorni. La donna è però riuscita ad allertare la polizia, che è intervenuta dopo pochi minuti.

Gli agenti hanno trovato la ragazza in un bar, in stato di shock, mentre il compagno, dopo averla picchiata e minacciata, stava cercando di fuggire a bordo della sua auto. Raggiunto e bloccato poco dopo, l’uomo è stato trovato in possesso di un cacciavite di 14 centimetri, occultato sotto il tappetino dell’auto, e di una spranga di ferro dotata di punte sporgenti sull’estremità.

La ragazza, con lesioni al volto, ai polsi e alle braccia, è stata trasportata in ospedale, medicata e dimessa con una prognosi di 21 giorni per trauma cranico facciale, con frattura delle ossa nasali. La donna, insieme alla madre, ha poi denunciato i maltrattamenti pregressi, conditi da minacce, pestaggi e continue vessazioni psicologiche.

In particolare la ragazza ha riferito di un’aggressione, avvenuta tra il primo e il 2 maggio, quando il compagno l’ha legata ad una sedia con una catena: sarebbero ancora presenti i segni sui polsi della giovane, mentre la catena è stata sequestrata in casa dell’uomo, che è stato tratto in attesto in flagranza di reato e condotto presso la casa circondariale San Donato.

L’uomo adesso dovrà rispondere di maltrattamenti contro familiari e conviventi, lesioni personali aggravate, e porto di oggetti atti ad offendere.

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