Pescara-Udinese 1-3, biancazzurri inadeguati. Neanche il boemo può nulla

PESCARA, 12 marzo – Il solito Pescara molle, impalpabile e timoroso, nonostante non abbia più neanche l’assillo della classifica, si lascia umiliare in casa anche dall’Udinese. Ai ragazzi di Del Neri – solidi, ordinati e pragmatici – basta il minimo sforzo per portare a casa i tre punti. Non sono sufficienti la linea della difesa alta, qualche buona trama sulle corsie laterali e la ricerca continua della verticalizzazione, se non si mettono in campo attenzione, voglia e fame calcistica. A maggior ragione quando, già in partenza, c’è da sopperire ad un gap tecnico particolarmente elevato. Si spiega così la ventesima sconfitta stagionale, la ventunesima sul campo, di una squadra che neanche il boemo sembra essere in grado di rendere quanto meno presentabile.
Zeman, alla sua quarta panchina in questa stagione, continua a puntare sulla stessa formazione, con le uniche variazioni rappresentate da Mitrita, che sostituisce l’infortunato Caprari e da Bovo, che prende il posto dello squalificato Coda. I supporter biancazzurri, in Curva Nord, proseguono la contestazione nelle partite casalinghe, lasciando vuoto il settore centrale occupato dal tifo più caldo, dove campeggia la scritta: “La vostra presenza… la nostra assenza”. Sugli spalti, più ancora della partita, si commenta la decisione del presidente Sebastiani, che in mattinata ha annunciato la chiusura delle porte alla trattativa con il socio di minoranza Iannascoli. Dalla curva piovono cori contro il presidente del club biancazzurro.
Parte bene l’Udinese, che al primo minuto ha già una buona occasione, con Zapata che libera Hallfredsson al limite dell’area, ma la conclusione è alta sopra la traversa. Passano altri due minuti e arriva l’ennesimo infortunio di una stagione maledetta: si fa male Stendardo, entra Fornasier, che con Bovo va a formare una coppia di centrali inedita.
Al 12′ buona incursione di Zampano sulla fascia destra, che serve in area Benali, ma il tiro del libico è murato dai difensori friulani. Ancora Zampano sulla destra, innescato da un lancio di Bruno: palla in mezzo, con gli attaccanti biancazzurri che cincischiano troppo, consentendo agli ospiti di liberare.
Al 20′ l’Udinese passa in vantaggio, con uno stacco imperioso di Zapata in area su cross dalla destra di Jankto. Liberissimo di saltare l’attaccante bianconero, con la difesa di casa colpevolmente ferma. Gli svarioni a difesa schierata sono ormai una costante dall’inizio del campionato. Al 31′ risponde il Pescara con un buon pallone lavorato da Benali sulla destra, assist in area per Cerri che di testa conclude debole e centrale. Un minuto dopo botta fuori misura di De Paul dal vertice destro dell’area.
Al 33′ clamorosa palla gol per Mitrita, che approfitta di un liscio di un avversario in area, raccoglie a pochi passi dalla porta e lascia partire un diagonale respinto con i piedi da Karnezis. Sugli sviluppi dell’azione segna Cerri di testa, ma è in fuorigioco. Pericoloso Badu cinque minuti dopo, con un tiro dalla destra che finisce sull’esterno della rete.
Nella ripresa il Pescara entra in campo con Muntari al posto di uno spento Verre, ma la musica non cambia. Al 6′ arriva anzi il raddoppio dell’Udinese, sugli sviluppi di un calcio di punizione, con uno schema esemplare: tre giocatori bianconeri compongono una mini-barriera al di là della linea difensiva del Pescara, per poi rientrare al momento del fischio dell’arbitro. Hallfredsson finta il tiro e libera uno dei tre, Jankto, che con un preciso diagonale batte Bizzarri. Ancora una volta la difesa biancazzurra si lascia cogliere totlamente impreparata.
Il Pescara alza bandiera bianca e al 10′ l’Udinese dilaga, con un assist di De Paul che serve in area Thereau, tiro di piatto rimpallato da Bovo e palla in rete alla destra di Bizzarri. Verrebbe da dire che la partita finisce qui, ma forse il Pescara non l’ha neanche mai iniziata.
Prima del triplice fischio finale, c’è tempo per un’occasione a porta vuota mancata da Cerri e per il gol della bandiera siglato da Muntari, al 38′, con un diagonale rasoterra dal limite dell’area. Subito dopo Jankto, in contropiede, si divora la quarta rete a tu per tu con Bizzarri. Il forcing finale dei padroni di casa non produce effetti.
Con 63 gol subiti e 20 sconfitte in 28 partite, i biancazzurri si apprestano a frantumare ogni record negativo per la categoria. Non c’è da salvare davvero nulla del Pescara di questa stagione, una squadra inadeguata a livello di organico ed estremamente fragile sul piano della personalità. Non resta che attendere la prossima stagione, con la chiara consapevolezza che si dovrà fare tabula rasa.
PESCARA (4-3-3): Bizzarri, Zampano, Stendardo (7′ pt Fornasier), Bovo, Biraghi, Verre (1′ st Muntari), Bruno, Memushaj, Benali, Cerri, Mitrita (19′ st Kastanos). A disposizione: Fiorillo, Aldegani, Crescenzi, Brugman, Muric, Cubas, Milicevic. All. Zdenek Zeman
UDINESE (4-4-2): Karnezis (34′ st Scuffet), Widmer, Danilo, Angella, Samir, De Paul, Badu, Hallfredsson (25′ st Kums), Jankto, Zapata, Thereau (28′ st Gabriel Silva). A disposizione: Perisan, Perica, Matos, Adnan, Heurtaux, Ewandro, Balic. All. Luigi Delneri
ARBITRO: Celi di Bari
RETI: 20′ Zapata (U), 51′ Jankto (U), 55′ Thereau (U), 83′ Muntari (P)
CORNER: 4-3 per il Pescara
AMMONITI: Hallfredsson (U), Bruno (P), Bovo (P), Danilo (U), De Paul (U)
SPETTATORI: 11.105