Regolamento di conti finito in rapina, due arresti a Silvi

SILVI – Le aveva dato dato appuntamento davanti al supermercato Tuodì di Silvi Marina, con la scusa di saldare finalmente il debito che aveva contratto con lei. Ma all’appuntamento, invece di saldare il debito, l‘aveva aggredita insieme ad un amico rubandole anche la macchina. Aggressione costata a Letizia Scavongelli e ad Angelo Giangiulio Colasante la custodia cautelare in carcere, firmata dal gip Domenico Canosa su richiesta del Pm Silvia Scamurra, con l’accusa di rapina pluriaggravata. Accusa contestata in concorso anche ad una terza persona, C.V., colpita dalla misura dell’obbligo di dimora a Pescara.
L’aggressione si era verificata lo scorso 9 febbraio, con l’agguato organizzato, secondo i Carabinieri, con lo scopo di punire la vittima per i modi “sgarbati” con cui il fidanzato di quest’ultima avrebbe richiesto a Scavongelli la restituzione di un piccolo prestito di denaro che le era stato elargito qualche tempo fa.
Una richiesta che avrebbe disturbato la donna a tal punto da pensare ad un vero e proprio regolamento di conti. E così, facendosi accompagnare e spalleggiare Colasante e da un’amica, ha fissato un appuntamento con la vittima nel piazzale del supermercato Tuodì di Silvi Marina, aggredendola subito dopo l’arrivo.
Un’aggressione che aveva visto Colasante puntare un coltello alla gola della donna e rubarle le chiavi dell’auto e Scavongelli minacciarla con un bastone per poi fuggire a bordo della macchina della vittima in direzione di Pescara.
A quel punto la ragazza, rifugiatasi all’interno del supermercato, aveva chiesto l’immediato intervento dei Carabinieri, che anche grazie ai numerosi testimoni avevano immediatamente identificato tutti i soggetti coinvolti e che, nonostante risultassero irreperibili, continuavano a molestare la donna con richieste estorsive in cambio della restituzione dell’auto che le avevano rubato.
L’arresto, su ordinanza di custodia, è scattato sabato mattina, con Savongelli e Colasante attualmente detenuti nel carcere di Castrogno in attesa dell’interrogatorio di garanzia.