Rigopiano, a Pescara sit-in dei parenti delle vittime. Il Prefetto: “Non denuncerei mai Matrone”

PESCARA, 8 novembre – Presidio davanti alla Prefettura di Pescara promosso dai parenti delle vittime dell’Hotel Rigopiano in segno di solidarietà a Giampaolo Matrone, uno dei superstiti della tragedia, segnalato alla Procura dal Prefetto, Francesco Provolo, dopo la sua visita a sorpresa, il 18 ottobre, nell’ufficio della funzionaria della Prefettura che non aveva creduto all’allarme. Slogan dell’iniziativa era proprio “Io sto con Matrone”.
“Il prefetto – afferma Matrone a margine di un colloquio con Provolo – mi ha detto che era una prassi d’ufficio, scaturita da un’assemblea dei dipendenti, quindi ha detto che ha dovuto farlo per forza. Ha detto anche che lui non si azzarderebbe mai a denunciarmi e che non ha scritto nulla contro di me. È solo una segnalazione”.
“Ho dato al prefetto, per salutarlo, la mano destra con il tutore e mi ha detto in napoletano ‘Con me non ci provare, dammi la mano buona’. Ci sono rimasto un po’ male. Poi mi ha chiesto scusa. Però è come chiedermi oggi scusa per la morte di mia moglie e delle altre 28 vittime. Uno le accetta, ma da una parte mi entrano e dall’altra mi escono”, ha detto ancora Matrone appena uscito dalla Prefettura.
“Ringrazio il Comitato Vittime per aver organizzato questo a mia insaputa. Siamo diventati una famiglia. Andiamo dal prefetto, che oggi ci riceverà – aggiunge il superstite – a chiedergli spiegazioni sull’esposto nei miei confronti, poi per chiedere se si ritenga responsabile dei fatti, anche se ha sempre detto di avere la coscienza a posto. Vogliamo guardarlo negli occhi, chiedergli come si è permesso di fare una cosa simile data la mia situazione, 60 ore sotto le macerie, invalido, con una bambina di sei anni da crescere senza la mamma, senza un lavoro”.