Sanità, per la Cgil nelle Asl abruzzesi mancano 2177 unità di personale

L’AQUILA, 6 aprile – Oltre duemila unità di personale in meno rispetto al necessario nelle Asl abruzzesi, con una situazione che penalizza soprattutto le aree interne. E’ quanto emergerebbe dall’analisi dei dati raccolti dalla Fp Cgil della provincia dell’Aquila e dalla Cgil regionale. dati che evidenzierebbero una grave carenza di personale in tutte le quattro Asl provinciali. La situazione più allarmante riguarderebbe la Asl dell’Aquila, dove a fronte di una dotazione organica di 4053 unità ne sarebbero in servizio 3354.A Pescara, invece a fronte di una dotazione organica di 3449 unità lavorative ne sarebbero in servizio 3158, mentre a Teramo la carenza di organico registrata rispetto alla dotazione organica sarebbe del 14,47% (pari a 3043 unità contro le 3558 previste). A Chieti, infine, a fronte di 5215 unità in pianta organica ne sarebbero in servizio 4543 pari al 12,89% in meno delle previsione. Nella media, poi, la mancanza di personale sarebbe stimabile intorno al 13,38% .
“Da qui una condizione assolutamente inaccettabile, dove la provincia dell’Aquila risulta essere la più penalizzata – tuona la Cgil – A compensare parzialmente tale carenza si è ricorso in questi anni a centinaia di contratti di lavoro precari, che in molti casi vengono prorogati mese per mese, privando gli stessi lavoratori di certezze di continuità lavorativa. Il dato diviene ancor più allarmante se osserviamo l’estensione territoriale delle quattro provincie, il numero degli abitanti e la densità di popolazione. Se rapportiamo il dato sul personale in servizio alla vastità territoriale risulta per l’Aquila 0,66 unità lavorative per km2, per Pescara 2,56 unità/km2, per Teramo 1,55 unità/km2, per Chieti 1,74 unità/km2. Si determina pertanto uno stretto legame tra sistema sanitario/assistenziale e la rete di collegamento tra i territori, carenti entrambi di una prospettiva di investimenti e sviluppo”.
Una situazione a fronte della quale i sindacati ritengono necessario effettuare una congrua valutazione dell’effettivo fabbisogno di personale da parte della Regione, al fine di rimodulare il conto economico necessario per poter procedere alle stabilizzazioni e alle assunzioni di nuovo personale.
“La nostra organizzazione sindacale, in assenza di azioni concrete volte alla risoluzione delle enormi problematiche, comunica sin da ora che attiverà ogni forma di protesta e ogni iniziativa di lotta a difesa del diritto al lavoro e alla giusta retribuzione del personale – conclude la Cgil – inoltre torna a chiedere una tutela maggiore per i tanti lavoratori precari che rischiano di vedersi precluso il loro diritto alla stabilizzazione, dopo anni di servizio prestato, a causa delle insufficienti risorse poste nel conto economico programmatico 2018-2020 dalla giunta regionale a copertura delle spese del personale”.