Sindacati in piazza in tutto l’Abruzzo: “E’crisi, 25mila occupati in meno rispetto al 2008” /FOTO

L’AQUILA, 14 ottobre – Centinaia di persone hanno preso parte, questa mattina, ai quattro presidi organizzati davanti alle prefetture di Pescara, L’Aquila, Teramo e Chieti, nell’ambito della giornata nazionale di mobilitazione promossa da Cgil, Cisl e Uil in vista della manovra. Oltre ai temi nazionali, per le tre organizzazioni sindacali la protesta è stata l’occasione per ribadire le criticità che riguardano l’Abruzzo: crisi industriali, mancata attuazione di strumenti come il Patto per lo sviluppo, occupazione, sanità e politiche sociali.
I sindacati mettono in luce:
“In Abruzzo sono aperte molteplici crisi industriali, che con gli ammortizzatori sociali sempre più ridotti rischiano di portare a tanti licenziamenti anche dove vi sono strumenti per contrastare la crisi, come le aree di crisi. Occorre dare seguito a strumenti di programmazione che anche i sindacati hanno contribuito a costruire, tra cui il Patto per lo sviluppo dell’Abruzzo, sui cui non abbiamo ricevuto risposte dal presidente di Regione”.
Il tema più caldo resta quello dell’occupazione:
“Gli ultimi dati sono preoccupanti, ci sono ancora 25mila occupati in meno rispetto al 2008 e l’occupazione che si crea è fatta di contratti a termine e forme di part time involontario”.
Oltre alle partite della sanità e delle politiche sociali, che si giocano su scala regionale, a livello nazionale i sindacati chiedono che nella legge di bilancio siano inseriti una serie di provvedimenti in materia di lavoro, previdenza, welfare e sviluppo.
In particolare Cgil, Cisl e Uil rivendicano più risorse sia per l’occupazione giovanile sia per gli ammortizzatori sociali; il congelamento dell’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita; un meccanismo che consenta di costruire pensioni dignitose per i giovani che svolgono lavori discontinui; una riduzione dei requisiti contributivi per l’accesso alla pensione delle donne con figli o impegnate in lavori di cura; l’adeguamento delle pensioni in essere; la piena copertura finanziaria per il rinnovo e la rapida e positiva conclusione dei contratti del pubblico impiego; risorse aggiuntive per la sanità ed il finanziamento adeguato per la non autosufficienza.