“Tagliola” contro il M5s sul Bilancio in Regione. Acerbo accusa: “D’Alfonso come Pinocchio”

L’AQUILA, 27 dicembre – Maggioranza sulla graticola, in Consiglio regionale, durante la discussione sul Documento di economia e finanza regionale, che definisce il quadro di riferimento per la predisposizione del bilancio. Sono state necessarie tre chiamate e il voto di un esponente dell’opposizione per consentire al centrosinistra, al quarto tentativo, di raggiungere il numero legale. Una volta partiti i lavori, le scelte della maggioranza hanno sollevato aspre polemiche. Il Defr è stato infine approvato a maggioranza.
“Lo strumento di programmazione prende spunto dal Def nazionale e ripercorrendo gli scenari economici-finanziari fornisce un quadro di riferimento in un’ottica pluriennale delle politiche da adottare – è il commento del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio -. La programmazione futura, come riporta il provvedimento approvato in aula, in continuità con la proposta dello scorso anno, si sviluppa in tre grandi aree tematiche sulle strategie di lungo periodo dell’Unione Europea e cioè crescita intelligente, crescita sostenibile e crescita inclusiva. In questo senso il Def Regionale persegue l’intento di rendere la Regione una funzione a favore delle persone, delle imprese e dei territori, nell’ambito delle direttrici già definite nel Defr 2016-2018, tenendo conto contestualmente delle novità nel frattempo intervenute nella programmazione regionale”.
Sul piede di guerra i consiglieri del Movimento 5 Stelle, che protestano contro la “tagliola” della maggioranza dalfonsiana:
“Con un semplice sub-emendamento avete ghigliottinato oltre 170 emendamenti, ovvero una serie infinita di proposte, presentata da questa forza politica – è stato l’atto d’accusa del consigliere pentastellato Domenico Pettinari -. Avete detto no al reddito minimo garantito che riguarda giovani e meno giovani disoccupati, no alle nomine tramite procedure concorsuali e di evidenza pubblica, no alla compensazione tra debiti e crediti per le imprese, no al prezzario unico regionale per definire prezzi uniformi nell’acquisizione di beni e servizi nella sanità regionale, no ai fondi per l’edilizia popolare”.
Poi Pettinari accusa la maggioranza di sperperare risorse e di utilizzare come un alibi l’argomento relativo alla scarsità delle finanze:
“Basta con questa stupidaggine che non ci sono soldi, perchè se non ci sono soldi non si fanno spese pazze come la legge marchetta che ha distribuito 4 milioni di fondi a pioggia, a varie associazioni, senza alcun criterio; non si paga un affitto da 5 mila euro al giorno per la Pet Ct, un’apparecchiatura diagnostica per malati oncologici, detenuta presso la Asl Pescara e che ci è già costata 15 milioni negli ultimi 10 anni; non si compie l’acquisto di una palazzina che grida vendetta, visto che è costato 2,9 milioni, con altri 4 milioni già stanziati visto che la struttura risulta fatiscente, mentre la Asl è piena di locali vuoti; e non si regalano 7 milioni, in un battito di ciglia, ad Abruzzo Engineering”.
E a proposito di costi, a scagliarsi contro la maggioranza regionale è anche Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale e attuale esponente nazionale di Rifondazione Comunista, che definisce D’Alfonso un “presidente Pinocchio”:
“Anche nel nuovo bilancio della Regione Abruzzo non ci sono tracce del taglio degli emolumenti di consiglieri, assessori e presidente, che aveva annunciato D’Alfonso in campagna elettorale. Doveva essere secondo gli annunci il primo provvedimento ad essere approvato ma, tranne che nelle interviste, non se ne vede traccia. Sono passati due anni e mezzo, ma il Presidente Dalfocchio non rispetta impegni con cittadine e cittadini. Non ci stupiamo, essendo questi piddini abituati a prendere in giro la gente. Il consigliere factotum Camillo D’Alessandro ha dichiarato che mai è stato così forte il taglio dei trasferimenti dallo Stato alla Regione. Ma come? – si chiede Acerbo – Hanno portato in giro per l’Abruzzo come madonne pellegrine Renzi e uno stuolo di ministre e ministri, e solo ora scoprono che ci stavano tagliando i fondi?”
Anche Forza Italia, con Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, lancia bordate contro la giunta regionale:
“Nel Documento di Economia e Finanza Regionale 2017-2019 proposto da questa maggioranza troviamo delle grosse lacune, carenza di programmazione e tante incertezze, senza che vengano indicate risposte concrete rispetto ai problemi degli abruzzesi e del mondo produttivo. Oggi iniziamo un dibattito su un documento importante, rispetto al quale registriamo un silenzio preoccupante dell’assessore al Bilancio Silvio Paolucci. Sono tanti e diversi i temi, per i quali si ravvisa scarsa programmazione e riteniamo non si scorga una benché minima idea strategica su come risollevare l’Abruzzo dalla grave crisi economica”.