Tangenti post-sisma a L’Aquila, chiesta archiviazione per Italo Albani

L’AQUILA, 9 novembre – Chiesta l’archiviazione dalle accuse di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico per Italo Albani, imprenditore titolare della ditta edile Soalco, tra i 20 indagati nell’ambito della maxi inchiesta su presunte tangenti nella ricostruzione post-terremoto a L’Aquila. A chiedere l’archiviazione è stato il sostituto procuratore Simonetta Ciccarelli, che ha messo sotto la lente 12 appalti pubblici, gestiti dai Beni culturali d’Abruzzo e alla base delle presunte dazioni di tangenti.
Ciccarelli è subentrata nei mesi scorsi ad Antonietta Picardi, che aveva avviato l’inchiesta ma che, in seguito, è stata trasferita presso la procura generale della Corte di Cassazione.
Sulla base di quanto appreso dalle fonti difensive, Albani avrebbe prodotto prove documentali, dimostrando che non si è occupato del secondo lotto di lavori sulla chiesa di San Sisto per il quale è stato inquisito. Lotto che, invece, sarebbe stato affidato a un’altra impresa.
Di qui la richiesta della rappresentante dell’accusa, che con ogni probabilità indurrà il giudice per le indagini preliminare ad archiviare la posizione di Albani.
L’indagine, nelle fasi iniziali, ha visto l’applicazione degli arresti domiciliari per 10 persone e e del divieto di esercizio della professione per altri 5 indagati. Tutte misure oggi revocate o scadute.