Teramo, arrestato capo cantoniere Anas: chiese soldi a imprenditori per non intralciare pratica

TERAMO, 30 ottobre – Un capo cantoniere sorvegliante dell’Anas è finito agli arresti domiciliari, su disposizione del gip del tribunale di Teramo Roberto Veneziano, con l’accusa di concussione.
In seguito all’indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Nereto e coordinata dalla Procura di Teramo, sarebbero stati accertati in particolare tre episodi, di cui si sarebbe reso responsabile il referente dell’Anas per il territorio della provincia di Teramo, con compiti di vigilanza anche sulla strada Statale 16.
Il funzionario avrebbe infatti costretto tre imprenditori teramani a pagare, in più soluzioni, somme di danaro non dovute, dietro la minaccia che, in caso contrario, il procedimento amministrativo al quale gli imprenditori erano interessati non avrebbe avuto esito positivo.
L’indagine è stata avviata nel 2016, sulla base della denuncia di uno degli imprenditori costretti a pagare. A rafforzare le accuse, le dichiarazioni degli altri due imprenditori e di alcune persone informate dei fatti, la documentazione acquisita e l’attività di intercettazione che, in un caso, avrebbe permesso di registrare in diretta uno dei presunti passaggi di danaro dalle mani dell’imprenditore a quelle del funzionario.
Sulla base delle prove acquisite il gip Roberto Veneziano, su richiesta del pm Luca Sciarretta, ha disposto gli arresti domiciliari del capo cantoniere dell’Anas, accompagnando la misura cautelare con il sequestro preventivo di 950 euro.