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Teramo, non passa la richiesta delle opposizioni di convocare il consiglio. Minoranza sul piede di guerra

Teramo, non passa la richiesta delle opposizioni di convocare il consiglio. Minoranza sul piede di guerra

TERAMO, 12 maggio – Il consiglio comunale chiesto dalle opposizioni consiliari per la prossima settimana, per verificare se Brucchi abbia o meno i numeri per andare avanti dopo la revoca delle dimissioni non si farà. E’ quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo di questa mattina, che ha respinto la proposta della minoranza fissando al contrario l’assise al prossimo 6 giugno e regalando così altro tempo al primo cittadino per trovare la quadra con i dissidenti.

Una decisione quella di non convocare immediatamente il consiglio fortemente stigmatizzata dalle opposizioni consiliari, con il capogruppo consiliare del Pd Gianguido D’Alberto che ha parlato di un atto “inaccettabile e gravissimo  sotto il profilo politico” da parte di una maggioranza ormai logorata:

“Il sindaco e la sua maggioranza, ormai logorata  dalle lotte interne di potere e dalla sete di poltrone dei capi bastone dei rispettivi gruppi consiliari hanno imposto lo slittamento del consiglio comunale al 6 giugno  sconfessando di fatto quanto aveva deciso la conferenza dei capigruppo nelle ultime due sedute e dando di fatto l’ennesimo schiaffo al consiglio comunale,  e quindi alla città, che aveva rigettato con forza la proposta di una giunta a nove nelle ultime sedute dell’assise”.

Le opposizioni avevano chiesto un consiglio comunale già la prossima settimana proprio per verificare, alla luce della revoca delle dimissioni del sindaco, l’esistenza di una maggioranza politico-amministrativa.

“La legge attribuisce 20 giorni al sindaco dalle dimissioni  prima di procedere ad un’eventuale revoca proprio per trovare la sintesi e risolvere i suoi problemi – continua D’Alberto –  Brucchi, dopo i 20 giorni dalle sue dimissioni, revocate qualche giorno fa con la strumentalizzazione dell’emergenza idrica, oggi di fatto chiede ulteriori 25 giorni di tempo solo per  prolungare la sua agonia e per provare a risolvere la sua crisi politica. Il tempo ormai è scaduto. Un atto gravissimo, uno schiaffo alla città. Vogliono continuare a tenere la città senza una vera guida. Come opposizione metteremo in campo tutti gli strumenti per impedire che la città resti ostaggio dei capi bastone del centrodestra e di questa giunta che ha ormai esaurito la sua attività”.

Polemico anche il M5S che già ieri aveva annunciato, nel caso in cui fosse stato negato il consiglio comunale chiesto per la prossima settimana, una mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino.politiv

 

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