Terremoto e sicurezza delle scuole a Teramo, il Pd: “Vicenda gestita in modo raffazzonato”

TERAMO, 5 settembre – Le nuove scosse di terremoto che hanno accompagnato, questa mattina, il risveglio dei teramani, hanno rinfocolato le polemiche sulla sicurezza delle scuole nel comune capoluogo e sulla gestione del post sisma da parte dell’amministrazione Brucchi. A gettare benzina sull’argomento, questa mattina, il Pd teramano che ha accusato l’amministrazione comunale di aver gestito la vicenda in maniera “raffazzonata, segno delle difficoltà politiche gigantesche che questa maggioranza sta vivendo”.
“Noi siamo ovviamente dalla parte dei genitori, che si trovano a vivere un momento di confusione – ha detto il consigliere Alberto Melarangelo – che li mette in forte disagio. Se c’è un’emergenza, è chiaro che la valutazione sismica dice delle cose quindi non bisogna creare il panico, ma se c’è l’emergenza bisogna agire in emergenza. L’Università è l’unico sito dove può essere allocata gran parte delle scuole che hanno difficoltà sismiche, con una veloce ristrutturazione. Perché è chiaro che i Musp nessuno può dire che arriveranno tra due e tre giorni, saranno disponibili per il prossimo anno. I Musp ovviamente sono i benvenuti ma non per l’emergenza, bensì per una soluzione a medio termine”.
Musp che per i rappresentanti del Pd sono stati chiesti tardivamente:
“Appena richiesti, grazie al Ministro dell’istruzione e al presidente della Regione sono arrivati. Il governo è stato pronto a rispondere, è stata l’amministrazione a chiederli in ritardo, essendo entrata nel caos”.
Sulla stessa linea le dichiarazioni del capogruppo in consiglio comunale Flavio Bartolini, che ha dichiarato come manchi la benché “minima programmazione sulle scuole teramane” che quelle del consigliere Maurizio Verna che ha sottolineato la necessità di uno studio condiviso per una reale programmazione sul futuro delle scuole teramane, che sia in grado di accedere alle nuove linee di finanziamento relative all’adeguamento sismico.
Tra gli interventi anche quello del consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica Mirko Rossi, che se da un lato ha sottolineato come grazie alla collaborazione tra Provincia e Comune sia stato possibile trovare una soluzione per gli studenti dell’istituto Fornaci-Cona, l’unico con indice iniziale sotto lo 0,2 che il sindaco ha deciso di chiudere, dall’altro ha evidenziato come sia ancora aperta la questione del Centro per l’educazione degli adulti. Centro che conta circa 200 iscritti e che ad oggi non ha ancora trovato sistemazione.
Alla conferenza ha preso parte anche il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani.