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Trasferito il giudice del processo Bussi, Romandini va in Corte d’Appello a Roma

Trasferito il giudice del processo Bussi, Romandini va in Corte d’Appello a Roma

PESCARA, 2 giugno – Trasferito alla Corte d’Appello di Roma il giudice del Tribunale di Chieti Camillo Romandini, che ha presieduto la Corte d’Assise di Chieti al processo sulla megadiscarica dei veleni di Bussi sul Tirino, che si era concluso in primo grado con l’assoluzione dei 19 imputati. Il trasferimento è stato disposto lo scorso 31 maggio dal Consiglio Superiore della Magistratura. 

In primo grado la sentenza sulla megadiscarica non aveva riconosciuto l’avvelenamento doloso delle acque ed aveva derubricato il reato di disastro ambientale in disastro colposo e giudicato gli imputati non colpevoli per sopraggiunta prescrizione. A febbraio scorso la Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila ha ribaltato la sentenza di primo grado ed ha certificato che il sito industriale e le discariche hanno effettivamente avvelenato le acque di falda, riconoscendo che sul disastro colposo esistono dei comportamenti aggravati che impediscono la prescrizione del reato.

Nei confronti di Romandini, il Ministero di Grazia e Giustizia, nei mesi scorsi, aveva aperto un procedimento disciplinare sulla base di presunte pressioni sui giudici popolari nel processo di Chieti: era stato aperto un fascicolo presso la Procura di Campobasso, conclusosi con l’archiviazione nei confronti del giudice ma con il successivo invio del fascicolo presso gli organi superiori.

Il trasferimento a Roma di Romandini non dovrebbe impedire il proseguo del procedimento disciplinare.

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