Truffa delle ambulanze a Pescara, rendicontate somme non dovute

PESCARA, 11 aprile – Scoppia il caso della truffa delle ambulanze. A portarlo alla luce è la Guardia di Finanza di Pescara: uno degli organismi di volontariato, in convenzione per il trasporto di pazienti, avrebbe rendicontato somme non dovute poi regolarmente liquidate dalla Asl.
I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno concluso l’attività di polizia giudiziaria riguardante le modalità di espletamento dei servizi concernenti gli interventi di soccorso in emergenza e dei trasporti “secondari-infermi”, con particolare riferimento ai pazienti “dializzati”. Questi ultimi, nella maggior parte dei casi, vengono affidati ad Associazioni ed Enti esterni convenzionati con la Asl, anche a seguito dell’entrata in vigore del Decreto nr.4 del 23.2.2011 del sub-Commissario per l’attuazione del piano di rientro della Regione Abruzzo, il cosiddetto Decreto Baraldi.
Tale decreto, in sostanza, disponeva che le aziende sanitarie si impegnassero a verificare che il numero dei viaggi programmati venisse ridotto, cumulando i pazienti trasportati, ove ovviamente possibile, senza ledere però la qualità del servizio. In tale ambito è stato accertato che uno degli organismi di volontariato in convenzione ha proceduto sistematicamente ad indicare costi per trasporti di pazienti in misura notevolmente superiore.
Nello specifico, venivano addebitati al Sistema sanitario nazionale molteplici trasporti singoli quando, invece, erano stati effettuati trasporti cumulativi, ovvero venivano indicati, addirittura, trasporti di persone che risultavano decedute da mesi. In un caso è stato addebitato alla Asl di Pescara, a seguito di un evento traumatico, il trasporto di una persona, da una località fuori regione in cui si trovava in vacanza, al proprio domicilio, senza alcuna autorizzazione e in assenza dei requisiti di legge.
L’organismo di volontariato, nel solo anno 2017, in cui ha iniziato ad espletare con continuità il servizio, avrebbe rendicontato illecitamente somme non dovute per circa 40mila euro, puntualmente liquidate dalla Asl di Pescara.
L’indagine delle Fiamme Gialle ha impedito che l’attività illecita si protraesse nel tempo. I responsabili sono stati segnalati alla Procura della Repubblica per truffa aggravata ai danni dello Stato e lo stesso organismo è stato segnalato per violazione della normativa in materia di responsabilità amministrativa degli enti. Informata la Procura Regionale presso la Corte dei Conti dell’Aquila per il danno erariale emergente.