Turismo, Liris (Fi): “D’Alfonso ha ucciso L’Aquila”. Nel mirino la delibera sui vincoli per il Gran Sasso

L’AQUILA, 4 gennaio – Un atto d’accusa in piena regola, contro il governatore Luciano D’Alfonso, il Partito Democratico e l’intera giunta regionale, che a giudizio di Guido Liris, capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale dell’Aquila, si sono resi responsabili dell’adozione di una delibera che penalizza pesantemente il turismo montano sul Gran Sasso.
Liris si rivolge direttamente al presidente dell’esecutivo regionale, con un attacco dai toni duri e definitivi:
“Caro D’Alfonso, con i nuovi vincoli hai ucciso L’Aquila e tutte le possibilità di turismo su cui erano riposte le speranze di giovani, imprese, attività commerciali. Non avremmo mai voluto ricevere il tuo regalo di Natale”.
Sotto accusa la delibera di giunta numero 877, del 27 dicembre 2016, che convertendo i Siti di Interesse Comunitario e le Zone a Protezione Speciale in Zone a Conservazione Speciale (Zcs), determina la revisione dei vincoli nell’area del Gran Sasso.
“Non è semplicemente un gioco di acronimi o di anagrammi – prosegue il capogruppo di Forza Italia -. Con questo provvedimento si rende di fatto impossibile il percorso di revisione dei vincoli che ad oggi impediscono lo sviluppo del Gran Sasso. A dispetto delle migliaia di firme raccolte dal Comitato SaveGransasso, a dispetto degli annunci roboanti e privi di fondamento del sindaco Cialente, a dispetto delle rassicurazioni di tutti gli esponenti del Partito Democratico seduti in Comune e in Regione, con la delibera n. 877 del 2016 viene posta la parola fine allo sviluppo del comprensorio sciistico di Campo Imperatore, ai sogni del Piano D’Area, ai nuovi impianti di risalita, alla possibilità di innevare in maniera artificiale le piste della stazione sciistica di Campo Imperatore. I disagi non riguarderanno solo il turismo invernale, ma anche quello estivo o comunque non legato allo sci, visto che si va dai divieti relativi al parapendio fino a quelli relativi alla rampicata, dai divieti relativi all’uso di droni fino a quelli relativi alla pesca e al pascolo”.
Liris mette in rilievo ulteriori risvolti generati dal provvedimento:
“Si sprofonda nel tragicomico, tra le misure previste ce ne sono numerose ridicole. Si stabilisce che va regolamentato il transito del pubblico, quindi non tutti possono andare a piedi in montagna, che non si possono ripulire i fontanili senza autorizzazione, che va ridotta l’illuminazione artificiale, che non vanno realizzati manufatti ex novo al fine di evitare anche minimi consumi di suolo. In compenso, udite udite, viene incentivato l’uso delle bestie da soma quali il mulo”.
L’esponente del centrodestra aquilano, inoltre, rimarca “l’ennesima colpevole e sospetta assenza del vicepresidente della Regione Lolli” e si scaglia contro l’intera classe dirigente del centrosinistra locale:
“Questo provvedimento è la pietra tombale sullo sviluppo della nostra montagna, del turismo e delle attività commerciali ad esso connesse. Il Pd si è reso colpevole di una scelta politica e amministrativa omicida della realtà aquilana. Diffido, pertanto, d’ora in poi, qualsivoglia esponente della sinistra aquilana e regionale a pronunciare la parola turismo. I nostri concittadini da oggi sanno i nomi e i cognomi dei responsabili”.