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Violazione del segreto istruttorio, giornalista e blogger assolti dalla Cassazione

Violazione del segreto istruttorio, giornalista e blogger assolti dalla Cassazione

TERAMO, 3 febbraio – Assolti perché il fatto non sussiste. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha cancellato la condanna a 160 euro di multa, pena sospesa, inflitta dal gup al giornalista teramano Fabio Capolla e al blogger Giancarlo Falconi. 

I due erano accusati di aver riportato, nei loro articoli,  stralci di una querela di parte con cui una dipendente pubblica aveva denunciato molestie sessuali da parte di un superiore. La Procura di Teramo aveva aperto un’inchiesta ritenendo che i contenuti dell’atto pubblicati fossero sottoposti a segreto ed aveva chiesto il giudizio immediato.

Capolla e Falconi avevano rinunciato ad avvalersi dell’oblazione e avevano preferito affrontare il giudizio, che in primo grado si era concluso con una condanna, per quanto mite.

Un precedente che sindacato e ordine dei giornalisti considerarono tuttavia pericoloso:

“Non è il problema dell’esiguità della condanna che interessa – affermò il presidente della Federazione nazionale della stampa Giuseppe Giulietti – il problema è il principio: questa sentenza è un unicum, sono stati condannati cronisti che hanno dato notizia di una querela di parte che conteneva un fatto di interesse pubblico e di rilevanza sociale, di cui tutti, tra l’altro, erano a conoscenza. La decisione del magistrato va contro la giurisprudenza e in direzione opposta alle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo e della stessa Convenzione europea che garantisce il diritto alla libertà di espressione”.

E dopo un anno anche la Corte di Cassazione è giunta di fatto alle stesse conclusioni:

“Ero tranquillo sin dall’inizio – afferma Fabio Capolla – Avevo scelto di affrontare l’iter giudiziario per ribadire la correttezza con cui avevo affrontato una vicenda molto delicata. La sentenza di primo grado mi aveva stupito, ma ero certo che in Cassazione la questione si sarebbe risolta e così è stato”.

Capolla e Falconi sono stati difesi dagli avvocati Giandonato Morra e Gianni Falconi.

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